16 Agosto 2026, domenica
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Pompei, turista scozzese tenta di trafugare pietre antiche: scoperto e denunciato grazie a una guida turistica

L’intervento della guida, la reazione tempestiva della vigilanza e l’azione dei Carabinieri hanno impedito il furto di sei reperti dal sito archeologico. Il direttore Zuchtriegel: “Esempio di sinergia per la tutela del nostro patrimonio

POMPEI – Una manciata di pietre, apparentemente anonime, nascoste nello zaino. Ma non si trattava di semplici sassi: erano frammenti autentici dell’antica città romana sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C., raccolti da uno dei luoghi archeologici più preziosi al mondo. A compiere il gesto – tanto incauto quanto illegale – un turista scozzese di 51 anni, che è stato fermato e denunciato per furto aggravato dai Carabinieri grazie alla prontezza di spirito di una guida turistica e alla sinergia tra personale del Parco, vigilanza privata e forze dell’ordine.

Il gesto illecito e l’occhio attento della guida

La scena si svolge in una delle aree più visitate del Parco Archeologico di Pompei, nei pressi della basilica civile, dove una guida turistica stava accompagnando un gruppo di visitatori stranieri. Un luogo che incanta, come sempre, con il fascino intatto delle sue rovine, e che richiede cura e rispetto assoluto.

Durante la spiegazione, l’attenzione della guida viene però catturata da un gesto sospetto: un uomo si china più volte a raccogliere pezzi di pavimentazione da una delle antiche strade della città. Non uno, ma sei frammenti – cinque pietre e un frammento di laterizio – che finivano, uno dopo l’altro, nello zaino del turista.

La guida, consapevole del valore storico e culturale anche del più piccolo frammento del sito, non ha esitato un istante: ha allertato il personale del Parco e gli addetti alla vigilanza privata presenti nell’area di piazza Esedra, fornendo una descrizione dettagliata dell’uomo e del suo abbigliamento.

Il coordinamento immediato e l’intervento dei Carabinieri

Ricevuta la segnalazione, la Direzione del Parco e la vigilanza si sono subito attivate, contattando i Carabinieri del posto fisso Scavi, che si sono messi sulle tracce del turista.

L’uomo è stato intercettato all’esterno degli scavi, nei pressi della stazione EAV di Villa dei Misteri. All’interno del suo zaino, i militari hanno effettivamente trovato i sei reperti raccolti all’interno dell’area archeologica. Per lui è scattata la denuncia per furto aggravato, un reato particolarmente grave quando riguarda beni culturali di interesse storico.

Gli oggetti, recuperati e sequestrati, sono stati immediatamente restituiti al Parco.

Zuchtriegel: “Difendere Pompei è un dovere collettivo”

Soddisfatto per l’esito dell’operazione, il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, ha voluto esprimere pubblicamente la sua gratitudine:

“Complimenti e grazie alla guida turistica così attenta, ai nostri ottimi custodi e addetti alla vigilanza e all’Arma dei Carabinieri per questo intervento sinergico per la tutela del patrimonio”.

Un messaggio che ribadisce il valore della collaborazione tra le diverse componenti coinvolte nella gestione e salvaguardia di un sito archeologico di rilevanza mondiale. La rete di sorveglianza, anche grazie alla sensibilità e al senso civico degli operatori turistici, si è rivelata efficace e tempestiva, impedendo che un altro frammento del passato andasse perduto per sempre.

Non un caso isolato: il furto di reperti è reato e offesa alla storia

Episodi del genere, purtroppo, non sono rari. Ogni anno, visitatori da tutto il mondo tentano – spesso per leggerezza o ignoranza – di portare via “souvenir” archeologici, ignorando che ogni frammento del sito è proprietà dello Stato italiano e parte integrante di un contesto storico unico, che va preservato nella sua interezza.

In molti casi, i “pentiti” restituiscono i reperti per posta, accompagnandoli con lettere di scuse in cui raccontano di essersi sentiti “maledetti” o perseguitati dalla sfortuna dopo aver rubato qualcosa da Pompei. Ma non sempre si arriva al pentimento. Per questo, la vigilanza resta altissima e i controlli all’uscita dagli scavi sono sempre più attenti.

Pompei, patrimonio dell’umanità sotto tutela costante

Con i suoi oltre 66 ettari visitabili, Pompei è uno dei siti archeologici più estesi e affascinanti del mondo. Ogni pietra racconta una storia, ogni frammento ha un valore documentale incalcolabile. La tutela di questo patrimonio non è solo un compito delle istituzioni, ma un dovere collettivo, che coinvolge operatori, visitatori e cittadini.

L’intervento congiunto che ha permesso di bloccare il furto delle pietre pompeiane non è solo un caso di cronaca: è l’esempio concreto di come la vigilanza, la professionalità e il senso civico possano fare la differenza. Pompei, ancora una volta, è salva grazie a chi la ama e la protegge.

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