5 Luglio 2026, domenica
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Caos trasporti in Costiera Amalfitana: “Servizio al collasso, servono interventi immediati”

CGIL e FILT CGIL Salerno denunciano sovraffollamento cronico, fermate bloccate e mancanza di controlli. “Il diritto alla mobilità è un’emergenza, non un optional”

La cartolina è da sogno, il viaggio da incubo. Mentre la stagione estiva entra nel vivo e l’ultimo weekend ha visto la Costiera Amalfitana stretta in una morsa di traffico e disservizi, tornano puntuali – e sempre più gravi – le criticità del trasporto pubblico lungo una delle strade panoramiche più celebri e fragili del mondo.
Il contrasto è stridente: alla bellezza mozzafiato di un territorio che ogni anno richiama centinaia di migliaia di visitatori dall’Italia e dall’estero non corrisponde un sistema di mobilità all’altezza, capace di garantire collegamenti efficienti, sicuri e dignitosi per residenti e turisti.

Autobus come carri bestiame
L’attuale offerta di trasporto pubblico locale, già duramente ridotta dai tagli degli ultimi anni, resta ampiamente insufficiente a soddisfare una domanda in costante crescita, nonostante i potenziamenti previsti dal sistema tariffario “Unico Costiera”. Il risultato è visibile a occhio nudo: autobus sovraffollati ben oltre ogni limite di sicurezza, viaggi in piedi per decine di chilometri, fermate impossibili da raggiungere a causa delle soste selvagge e standard di servizio ben lontani da quelli che un’area turistica di fama internazionale dovrebbe garantire.

Un doppio danno: immagine e lavoro
Le ricadute non sono solo per chi viaggia. “Questa situazione – denunciano CGIL Salerno e FILT CGIL Salerno – danneggia l’immagine del territorio e peggiora in maniera inaccettabile le condizioni di lavoro del personale SITA Sud, soprattutto degli autisti, costretti a guidare con innumerevoli persone accalcate alle spalle e a improvvisarsi, loro malgrado, punti di informazione per turisti smarriti.”
Il quadro è aggravato dall’assenza di un controllo sistematico lungo la S.S. 163 Amalfitana: nei tratti più critici, le soste irregolari creano veri e propri imbottigliamenti, trasformando la circolazione in un labirinto ad alto rischio.

“Siamo al limite: servono misure strutturali”
In queste condizioni – sottolineano i sindacati – è solo grazie all’impegno e ai sacrifici quotidiani degli operatori di esercizio e del personale SITA Sud che i servizi riescono ancora a funzionare. Ma il limite è stato raggiunto.
CGIL e FILT CGIL Salerno chiedono alla Regione Campania e agli enti competenti un intervento immediato e coordinato, individuando due priorità assolute:

  1. Adeguare l’offerta di servizio alla domanda reale, in continua crescita, sia dei residenti che dei visitatori.
  2. Sostenere un piano di viabilità integrato, con misure come targhe alterne, ZTL mirate e la presenza costante di ausiliari del traffico.

Le proposte: più corse, più controlli, più integrazione
Per uscire dall’emergenza, i sindacati avanzano un pacchetto di misure concrete:

  • aumento temporaneo delle corse nei mesi di picco, con navette integrative sulle tratte a maggiore affluenza;
  • presenza fissa di ausiliari del traffico nei punti nevralgici della Costiera;
  • sistema informativo multilingue, con pannelli elettronici e app per indicare orari, coincidenze e alternative di viaggio;
  • piano straordinario di viabilità sulla S.S. 163, con controlli serrati contro la sosta selvaggia e gestione attiva dei flussi veicolari;
  • integrazione tra trasporto su gomma e servizi marittimi per distribuire i flussi e ridurre i sovraccarichi;
  • istituzione di un tavolo permanente con Regione e Prefettura di Salerno per monitorare il servizio, correggere le criticità in tempo reale e programmare interventi strutturali.

Appello alla responsabilità
“La nostra disponibilità a collaborare è totale – concludono CGIL e FILT CGIL Salerno – ma serve un impegno immediato e determinato delle istituzioni. Il diritto alla mobilità dei cittadini e la sicurezza di chi lavora ogni giorno tra mille difficoltà non possono essere sacrificati ancora. La Costiera Amalfitana è un patrimonio mondiale: è ora di trattarla come tale, anche nei suoi collegamenti.”

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