La guerra in Ucraina continua a mietere vittime innocenti. Questa mattina, alla periferia di Kherson, nell’Ucraina meridionale, un attacco con droni russi ha centrato in pieno un bus navetta, trasformandolo in una trappola di fuoco e lamiere. Secondo quanto riferito dalle autorità regionali e riportato dal quotidiano Ukrainska Pravda, il bilancio è di due morti e 16 feriti.
Le testimonianze raccolte raccontano di un mezzo gremito di passeggeri, travolto dall’esplosione improvvisa. Tutte le vittime si trovavano all’interno del bus, e due feriti versano in condizioni gravissime, ricoverati d’urgenza in ospedale.
La brutalità dell’attacco si è rivelata ancora più evidente pochi minuti dopo: mentre le squadre di soccorso erano impegnate a estrarre i feriti, un secondo drone russo ha colpito di nuovo la zona. Questa volta il bersaglio è stato il gruppo di soccorritori e forze dell’ordine presenti sul posto. Tre agenti di polizia sono rimasti feriti, confermando una dinamica purtroppo ricorrente: colpire prima e dopo, per massimizzare il caos e il numero delle vittime.
Kherson, città strategica affacciata sul Dnipro, è da mesi bersaglio di bombardamenti e raid mirati. L’episodio di oggi si inserisce in una lunga sequenza di attacchi che ignorano sistematicamente la distinzione tra obiettivi militari e civili, con un chiaro intento intimidatorio nei confronti della popolazione locale.
Sul piano internazionale, la notizia ha già sollevato nuove accuse contro Mosca per l’uso di tattiche vietate dal diritto bellico. Mentre a Kherson si contano i morti e i feriti, il conflitto continua a dimostrare quanto il prezzo più alto lo paghino, ancora una volta, i civili.
