A cura di Daniele Cappa
Una lettera carica di odio e viltà, recapitata non direttamente alla destinataria ma al padre, nel piccolo Comune di Paludi, in Calabria, terra d’origine della deputata del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino. Un gesto intimidatorio, che ha immediatamente sollevato una valanga di solidarietà e indignazione, dentro e fuori il Movimento.

Baldino, membro del Comitato Politiche Giovanili del M5S, ha ricevuto la piena e compatta vicinanza di tutto il suo partito: dai vertici nazionali alla base militante, dai coordinatori provinciali ai rappresentanti regionali e parlamentari europei, in un abbraccio collettivo che riflette tanto affetto quanto determinazione.
Il presidente del Movimento, Giuseppe Conte, è intervenuto con parole chiare e dure:
“Se qualcuno pensa di intimorire il M5S e di fermare la nostra battaglia contro certi privilegi così, si sbaglia di grosso. Questa è la lettera arrivata alla nostra deputata Vittoria Baldino recapitata a suo padre nel Comune di Paludi, in Calabria. La sua terra. Un gesto da vigliacchi. La abbracciamo con tutta la forza del Movimento 5 Stelle. Non ci fermate”.
Parole che racchiudono l’indignazione di un intero movimento politico, ma anche la fermezza di chi, pur sotto attacco, non intende fare un passo indietro.
La compostezza di Baldino e la reazione del Movimento
Nonostante la gravità dell’accaduto, la reazione di Vittoria Baldino si è contraddistinta per sobrietà e dignità. Nessuna enfasi, nessuna polemica: solo un comportamento sobrio, che ha rafforzato l’immagine di una rappresentante istituzionale salda e determinata.
Nel Movimento si sottolinea la signorilità con cui la deputata ha affrontato la vicenda, un atteggiamento che ha suscitato profondo rispetto anche oltre i confini politici del M5S.
Intanto, continuano ad arrivare messaggi di solidarietà da esponenti politici, cittadini, attivisti e colleghi parlamentari. Un’ondata trasversale che conferma quanto questi atti di intimidazione vengano rigettati con forza da chiunque abbia a cuore il confronto democratico e civile.
Un segnale preoccupante, una risposta corale
L’episodio accende ancora una volta i riflettori sul clima ostile che talvolta circonda chi ricopre incarichi pubblici, in particolare in territori dove fare politica può ancora significare esporsi a pressioni e minacce. Ma la risposta, in questo caso, è stata netta e collettiva: non si arretra di un millimetro.
Il caso è già all’attenzione delle autorità competenti, che valuteranno il contenuto e la provenienza della missiva, cercando di fare luce sull’origine di un gesto tanto vile quanto codardo.
Nel frattempo, il Movimento 5 Stelle resta unito. Con compostezza, ma senza alcuna intenzione di abbassare la voce o cambiare strada. Al contrario, l’attacco subito da Baldino sembra aver rafforzato, se possibile, lo spirito di coesione all’interno del partito, in un momento storico in cui la compattezza politica rappresenta più di un semplice valore: è una necessità.
Una conclusione chiara: la democrazia non si minaccia
In un Paese che ha scelto la democrazia come fondamento, le minacce non possono e non devono trovare spazio. La solidarietà alla deputata Vittoria Baldino non è solo un gesto dovuto: è una riaffermazione del diritto di ogni rappresentante politico di agire senza intimidazioni, nel rispetto del mandato conferitogli dai cittadini.
Il messaggio che arriva dal Movimento 5 Stelle è inequivocabile: non ci fermate. E non fermate nemmeno la democrazia.
