12 Giugno 2026, venerdì
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Capaci saluta Simona Cinà con palloncini bianchi e un lungo applauso: “Muore solo chi è dimenticato”

Commozione e dolore ai funerali della giovane pallavolista morta a Bagheria. Il sindaco Puccio: “Con lei perdiamo un pezzo di futuro”. Il parroco: “Serve chiarezza, un dolore che non ha spiegazioni”.

Una bara bianca, palloncini lanciati in cielo, lacrime che si confondono con gli applausi. Così Capaci ha detto addio a Simona Cinà, la 21enne pallavolista scomparsa improvvisamente durante una festa di laurea a Bagheria. Un’intera comunità si è stretta attorno alla famiglia, in una cerimonia intensa e composta che ha unito sport, gioventù e speranza spezzata in un’unica emozione collettiva.

Il funerale, celebrato nella chiesa madre del paese, è stato il momento culminante di una giornata di lutto cittadino, proclamato per onorare una giovane che – come ha ricordato il sindaco di Capaci, Pietro Puccio – rappresentava “il prototipo della ragazza perfetta: sportiva, salutista, sempre sorridente, amica con tutti”.

“Muore solo chi viene dimenticato. E Simona non sarà dimenticata”, ha detto il primo cittadino con voce spezzata, rivolgendosi alla folla raccolta in piazza. “Con la sua morte perdiamo un pezzo di futuro, un frammento di ciò che questo paese poteva diventare”.

Il silenzio, l’incredulità, il bisogno di verità

La bara, accolta da un lungo e commosso applauso, è stata portata in spalla all’ingresso della chiesa. Ad accompagnarla, la madre con una foto di Simona stretta al petto, il padre, il fratello e la sorella, chiusi in un dolore composto ma palpabile.

Nel corso dell’omelia, don Giuseppe Salamone ha toccato con fermezza il punto più delicato della vicenda: quello delle circostanze della morte.

“È un dolore grande – ha detto il parroco – per due motivi: per la sua irrazionalità, perché è difficile trovare un senso a quanto accaduto; e per la sua innaturalità, perché non è naturale che un genitore debba piangere un figlio. È innaturale, è crudele”.

Poi l’appello, chiaro e senza giri di parole: “Si faccia chiarezza su quanto è accaduto a Simona in quei 40 o 50 minuti. È necessario sapere, per rispetto della verità e del dolore dei suoi cari”.

Le circostanze della morte della giovane, infatti, restano ancora poco chiare e sono oggetto di accertamenti. Ma nei banchi della chiesa, tra chi conosceva Simona da sempre, oggi c’era spazio solo per il dolore. E per il bisogno di non dimenticare.

Un addio che è anche promessa

Al termine della funzione, la bara bianca è uscita tra i palloncini bianchi liberati in cielo, un simbolo di purezza, ma anche un grido silenzioso lanciato al cielo. Il corteo funebre ha poi raggiunto il cimitero comunale, dove la salma è stata tumulata.

Simona Cinà era conosciuta e amata da tutta Capaci. Sportiva appassionata, militava in una squadra di pallavolo locale. Era solare, generosa, partecipe, piena di vita. Un volto giovane che in tanti consideravano già un esempio. Per questo la sua morte ha colpito così duramente la comunità.

“Vogliamo che il suo modo di essere viva ancora – ha concluso il sindaco – e che si trasmetta a tutte le ragazze, alle nuove generazioni. Perché Simona è stata, e sarà, un modello di bellezza vera, fatta di valori”.

Un’intera città in lutto

La partecipazione ai funerali è stata imponente. C’erano gli amici, le compagne di squadra, i docenti, i vicini di casa. C’erano volti giovani e anziani, ragazzi e genitori, uniti dalla stessa commozione. E c’era soprattutto un silenzio pieno di significato, di rispetto e di incredulità.

In piazza e sui social, il dolore si è trasformato in una lunga catena di messaggi, immagini, dediche. Ma è nelle parole delle istituzioni e dei cittadini che emerge con forza il senso profondo di questa perdita: la consapevolezza che la morte di Simona ha lasciato un vuoto che va oltre la sua famiglia, tocca tutta una comunità e il suo futuro.

L’eco di una tragedia che chiede risposte

La vicenda di Simona Cinà non si chiude con il funerale. Il parroco, la famiglia e gran parte della cittadinanza chiedono chiarezza. Cos’è successo davvero in quei minuti alla festa? Cosa ha provocato un epilogo così tragico? Le indagini dovranno rispondere.

Nel frattempo, resta l’eco di un giorno che Capaci non dimenticherà. Un giorno in cui una città si è fermata per piangere la sua figlia migliore. Un giorno in cui i palloncini bianchi sono diventati simbolo di un dolore profondo, ma anche della promessa che Simona vivrà nel ricordo e nell’impegno di chi resta.

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