6 Ottobre 2026, martedì
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Turbulenze in quota, 25 feriti su un volo Delta diretto ad Amsterdam: atterraggio d’emergenza a Minneapolis

Violente variazioni di altitudine su un Airbus A330 partito da Salt Lake City: i passeggeri trasportati in ospedale. Gli esperti avvertono: con il cambiamento climatico, episodi del genere sono destinati ad aumentare

Un volo transatlantico della compagnia statunitense Delta Air Lines è stato teatro di un grave episodio di turbolenza che ha causato il ferimento di almeno 25 persone. Il volo DL56, un Airbus A330-900 con 275 passeggeri e 13 membri dell’equipaggio a bordo, era decollato nella giornata di mercoledì da Salt Lake City, nello Utah, con destinazione Amsterdam, ma è stato costretto a deviare la rotta e a effettuare un atterraggio d’emergenza all’aeroporto internazionale di Minneapolis-St. Paul, in Minnesota, dove è atterrato in sicurezza alle 19:45 ora locale.

Secondo i dati tracciati dal sito specializzato Flightradar24 e riportati dalla CNN, il velivolo ha subito uno scossone improvviso circa 40 minuti dopo il decollo, salendo di oltre 300 metri in meno di 30 secondi, per poi precipitare di 410 metri nei successivi 30 secondi. Questa brusca variazione di altitudine ha presumibilmente colto di sorpresa parte dei passeggeri e del personale di bordo, provocando traumi da impatto, cadute e panico diffuso.

Subito dopo l’incidente, il comandante ha deciso di modificare la traiettoria verso nord e dirigere l’aereo verso l’aeroporto più vicino in grado di garantire assistenza medica immediata. Una volta a terra, il velivolo è stato raggiunto da squadre di emergenza medica e dai vigili del fuoco: 25 persone sono state trasportate in strutture sanitarie locali per accertamenti e cure. Le condizioni dei feriti, stando a quanto comunicato dalla compagnia, non sarebbero al momento gravi.

“Siamo grati per il supporto ricevuto da tutti i soccorritori intervenuti prontamente”, ha dichiarato un portavoce di Delta Air Lines, che ha poi sottolineato l’impegno dell’azienda nel garantire la sicurezza dei viaggiatori. “La sicurezza è il nostro valore principale, e il nostro Delta Care Team sta lavorando direttamente con i passeggeri per offrire il supporto necessario in questa circostanza”.

L’episodio ha riacceso l’attenzione sul fenomeno delle turbolenze gravi in volo, generalmente rare ma, secondo molti scienziati e climatologi, in potenziale aumento. Studi recenti indicano che il riscaldamento globale contribuisce a modificare la struttura delle correnti a getto — quelle veloci correnti d’aria in alta quota che influenzano fortemente le condizioni atmosferiche — generando fenomeni di turbolenza più improvvisi e intensi, in particolare la cosiddetta turbulence in clear air, ovvero in assenza di nubi o tempeste visibili.

Il caso Delta segue di poche settimane un altro drammatico incidente avvenuto nel maggio 2024, quando un volo di Singapore Airlines da Londra a Singapore fu colpito da una violenta turbolenza che provocò la morte di un passeggero e il ferimento di decine di altri. Quella tragedia è stata la prima in decenni a vedere una vittima mortale diretta a causa di una turbolenza su un aereo di linea.

Benché le moderne aeromobili siano progettati per resistere a forti sollecitazioni e le compagnie adottino procedure rigorose per minimizzare i rischi, gli eventi estremi, come quello accaduto sul volo Delta, pongono nuove sfide per l’industria del trasporto aereo. Secondo Paul Williams, professore di scienze atmosferiche all’Università di Reading nel Regno Unito, “la turbolenza severa potrebbe diventare fino a tre volte più frequente sulle rotte transatlantiche entro la metà del secolo, a causa dei cambiamenti nella dinamica atmosferica provocati dal riscaldamento globale”.

In attesa degli esiti delle indagini tecniche sull’incidente del volo DL56 — che dovranno stabilire con precisione la natura e le cause delle turbolenze incontrate — resta l’evidenza di un fenomeno che, da eccezione statistica, potrebbe trasformarsi in una minaccia più presente nei cieli di domani.

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