Roma – Prosegue con toni accesi il confronto politico tra l’europarlamentare dem Pina Picierno e Chiara Appendino, vicepresidente del Movimento 5 Stelle. La scintilla è nata da un post pubblicato dalla Picierno, in cui l’esponente del Partito Democratico prendeva posizione su un caso giudiziario riguardante l’ex sindaca di Torino, associandolo a una riflessione più ampia sulla coerenza etica della classe dirigente. La risposta di Appendino, affidata ai social, non si è fatta attendere.
“Mi aspetto mistificazioni dalla destra, non dalla vicepresidente del Parlamento europeo”, ha scritto Appendino, accusando Picierno di strumentalizzare una vicenda giudiziaria che – a suo dire – è stata oggetto di un dibattito serio e trasversale nel Paese. “Il mio caso è noto: una condanna per responsabilità oggettiva, non per dolo o corruzione – ha sottolineato – tanto che ho ricevuto la solidarietà di migliaia di sindaci, anche appartenenti al tuo partito”. Il riferimento è alla sentenza che ha coinvolto Appendino in relazione alla tragedia di piazza San Carlo, nel 2017, durante il suo mandato da prima cittadina di Torino.
Uno scontro tra letture politiche e visioni europee
Il confronto tra le due esponenti si inserisce in un contesto più ampio: quello delle tensioni interne tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, specialmente sul terreno dell’opposizione alla destra di governo e del posizionamento in Europa. In tal senso, Appendino ha colto l’occasione per rilanciare una critica alla linea europeista del PD, e in particolare al sostegno espresso da esponenti dem all’attuale presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. “Se vuoi davvero costruire un’alternativa alla destra, smetti di sostenere l’economia di guerra e le politiche sul riarmo. È lì che si misura la distanza tra noi”, ha affermato.
Il riferimento è all’alleanza tra i liberali, popolari e socialisti europei che ha garantito la rielezione di von der Leyen, e alle tensioni che questa scelta ha generato nei rapporti tra le forze progressiste italiane. La linea pacifista del Movimento 5 Stelle, che rivendica una posizione critica verso l’invio di armi in Ucraina, si scontra apertamente con la strategia atlantista adottata dal PD nel Parlamento europeo.
“Non si riscrive la storia per salvare un collega di partito”
Chiara Appendino ha inoltre respinto con decisione l’idea che il suo caso personale possa essere utilizzato come metro per giudicare la serietà di un intero movimento. “Se per difendere un collega di partito devi stravolgere i fatti e riscrivere la storia, il problema non è la mia condanna, ma il tuo concetto di serietà”, ha scritto, chiudendo con un riferimento esplicito a quella che definisce una “retorica da destra”, che “relativizza tutto e confonde ogni scala di responsabilità”.
Una polemica che riflette una frattura profonda
Lo scambio tra Appendino e Picierno mette in luce un disagio politico più ampio, che non riguarda soltanto i toni della comunicazione o i confini dell’etica pubblica, ma che investe la possibilità stessa di costruire un fronte comune alternativo alla maggioranza di governo. La diversità di visioni su temi cruciali – dalla giustizia al posizionamento internazionale – continua a rendere fragile il campo delle opposizioni. Al di là del botta e risposta personale, l’episodio mostra quanto ancora sia accidentata la strada verso un progetto politico condiviso.
