6 Ottobre 2026, martedì
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JJ4 lascia il Trentino: l’orsa che uccise Andrea Papi trasferita in Germania

Dopo oltre un anno di polemiche, perizie e decisioni giudiziarie, l’orsa responsabile della morte dell’escursionista Andrea Papi viene trasferita in un rifugio faunistico nella Foresta Nera. L’annuncio ufficiale dall’assessore trentino Roberto Failoni.

JJ4, l’orsa protagonista del tragico episodio nei boschi della Val di Sole, viene trasferita in Germania. Accolta in un parco-rifugio della Foresta Nera, sarà ora sotto tutela di una fondazione tedesca.

È un capitolo che si chiude, almeno sul piano operativo, quello della vicenda di JJ4, l’orsa che nell’aprile del 2023 aggredì e uccise Andrea Papi, giovane escursionista trentino, nei boschi della Val di Sole. Dopo mesi di dibattiti, proteste e decisioni giudiziarie, oggi JJ4 lascia definitivamente il territorio italiano.

L’orsa viene prelevata dal Centro faunistico del Casteller, a Trento, e trasferita in Germania, dove trova nuova collocazione nel Parco alternativo per orsi e lupi della Foresta Nera, una struttura specializzata nella gestione di animali selvatici sottratti a situazioni critiche.

Il trasferimento è stato reso possibile grazie alla disponibilità della fondazione tedesca che gestisce il parco, la quale si è fatta integralmente carico dei costi tecnici ed economici dell’operazione.

A rendere nota la notizia è Roberto Failoni, assessore alle foreste e con delega ai grandi carnivori della Provincia autonoma di Trento, che ha anche comunicato direttamente alla famiglia Papi il completamento del trasferimento.

La storia di JJ4 ha diviso l’opinione pubblica tra chi chiedeva l’abbattimento per motivi di sicurezza e chi invocava una soluzione alternativa che rispettasse la vita dell’animale. Alla fine, la strada scelta è stata quella dell’esilio protetto, lontano dai boschi dove avvenne la tragedia.

Ora JJ4 si trova in un contesto controllato, dove sarà monitorata e dove non potrà più rappresentare un pericolo per l’uomo, ma continuerà la sua esistenza sotto vigilanza e cura.

Un epilogo che cerca di tenere insieme il dolore per una perdita irreparabile e la ricerca di un equilibrio nella gestione della fauna selvatica in territori sempre più fragili.

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