16 Luglio 2026, giovedì
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Appendino all’attacco: “Meloni inchina l’Italia a Trump, disastro dazi. Le nostre imprese pagano il prezzo della resa”

La vicepresidente del M5S accusa la premier di non difendere l’Italia dalle ritorsioni commerciali degli Stati Uniti. “Siamo già in guerra, ma il governo si arrende. Serve una risposta forte, o saremo travolti”.

ROMA – Il nuovo aumento dei dazi americani fino al 30% su alcuni prodotti europei, con l’Italia tra i Paesi più colpiti, accende lo scontro politico e riporta al centro del dibattito le relazioni tra Roma e Washington. A guidare l’offensiva è Chiara Appendino, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, che non risparmia accuse durissime alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accusata di “passività”, “inadeguatezza” e “resa incondizionata” di fronte alle pressioni del tycoon statunitense.

“Meloni sta facendo prendere a schiaffi l’Italia e le nostre imprese”, ha dichiarato Appendino in un intervento trasmesso dai telegiornali, puntando il dito contro la mancanza di una reazione adeguata da parte dell’esecutivo alle mosse protezionistiche dell’ex presidente USA, tornato al centro della scena internazionale. “Sui dazi non ne fa una giusta: ha obbedito a tutti gli ordini di Trump, sul gas, sulle armi, sull’esenzione fiscale per i colossi del web. E ora, di fronte a tariffe folli, resta in silenzio”.

L’ex sindaca di Torino chiede conto al governo non solo dell’inerzia sul fronte commerciale, ma anche della narrazione di una presunta centralità internazionale dell’Italia: “Avete passato anni a dire che noi eravamo degli improvvisati. Ma chi è oggi davvero inadeguato? Noi abbiamo portato avanti misure strutturali come il Reddito di cittadinanza, la legge Spazzacorrotti, il taglio dei vitalizi, e abbiamo ottenuto 209 miliardi del PNRR. Voi invece siete il governo dei chiodi di Salvini, dei conflitti d’interesse di Santanchè e Crosetto, delle gaffe continue di Lollobrigida. E ora, a pagare il prezzo della vostra incapacità, sono le nostre imprese”.

Appendino fa riferimento ai numeri allarmanti che circolano tra le associazioni di categoria: sarebbero già oltre 7.000 le aziende italiane danneggiate in modo diretto dalle misure statunitensi. “Trump ha minacciato il 20% e ora alza al 30%. È un colpo diretto al cuore del nostro export. E il governo continua a ripetere che non bisogna innescare una guerra commerciale. Ma la guerra è già in corso, e ci sono già vittime”.

Nel mirino del M5S, oltre alla Meloni, anche l’Unione Europea, accusata di non aver saputo assumere una posizione ferma: “Serve una risposta simmetrica. Se l’Europa non reagisce, lo faccia l’Italia. Dobbiamo tassare al 30% i giganti del web come Google, Amazon e Meta, aprirci a nuovi mercati, rafforzare la domanda interna e proteggere le filiere strategiche. Riduciamo la dipendenza dal gas americano e diversifichiamo le fonti. Lo ha detto perfino Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia: senza una reazione concreta, saremo travolti”.

Ma al di là delle contromisure economiche, Appendino mette in discussione la narrazione “sovranista” promossa da Fratelli d’Italia: “Vi siete riempiti la bocca di patria e trionfi diplomatici. Ora quegli stessi giornali e ministri che celebravano la Meloni a Washington ci dicono che non possiamo reagire perché siamo troppo deboli. Il castello di bugie è crollato. Avete ridotto l’Italia a una ‘italietta’ inchinata e silenziosa. E dovreste avere almeno il coraggio di chiedere scusa”.

Il Movimento 5 Stelle, conclude la vicepresidente, chiederà formalmente che la Presidente del Consiglio riferisca in Parlamento con un’informativa urgente sulla vicenda, per chiarire quali contromisure intenda adottare l’esecutivo per difendere l’economia nazionale. “L’Italia e l’Europa devono alzare la testa. Non a parole, ma con i fatti”.

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