PALERMO – È stata una domenica rovente, in senso letterale, quella del 13 luglio in Sicilia, dove si sono registrati sedici incendi in diverse aree dell’isola, mettendo a dura prova il sistema di protezione civile e antincendio regionale. Le fiamme hanno colpito territori nelle province di Trapani, Palermo, Ragusa e Siracusa, costringendo le autorità a un ampio dispiegamento di mezzi e uomini per arginare l’avanzata dei fronti di fuoco, alimentati dal caldo torrido e dai venti di scirocco.
Tra le aree più colpite figura il Trapanese, dove la situazione ha richiesto anche l’intervento di due velivoli Canadair, impiegati per domare roghi di vasta estensione in zone difficilmente raggiungibili da terra. I lanci d’acqua sono proseguiti per ore, mentre a terra operavano senza sosta squadre dei vigili del fuoco, operai forestali e personale della protezione civile regionale.
Nel Palermitano si sono registrati diversi focolai in rapida evoluzione, che hanno interessato aree boschive e zone agricole. Le squadre antincendio hanno lavorato per ore per evitare che le fiamme minacciassero abitazioni e infrastrutture, contenendo con successo i principali fronti prima che potessero propagarsi ulteriormente.
Anche il Ragusano e il Siracusano non sono stati risparmiati dall’ondata di fuoco: numerosi roghi sono stati segnalati in queste province, in alcuni casi in prossimità di centri abitati. Le operazioni di spegnimento sono proseguite fino a tarda sera, con l’impiego congiunto di mezzi terrestri e, laddove necessario, supporto aereo.
La giornata ha rappresentato un nuovo banco di prova per il sistema antincendio siciliano, già sotto pressione da settimane a causa dell’aumento delle temperature e delle condizioni meteorologiche favorevoli allo sviluppo degli incendi. Il rischio incendi resta elevato su gran parte del territorio regionale, e la protezione civile invita la popolazione alla massima prudenza, ricordando che la maggior parte dei roghi ha origine da comportamenti umani, spesso colposi, a volte dolosi.
Intanto, la Regione continua a monitorare la situazione attraverso la sala operativa unificata della Protezione civile, che coordina gli interventi insieme ai comandi provinciali dei vigili del fuoco e al Corpo forestale. L’attenzione resta alta, con l’allerta che nei prossimi giorni potrebbe essere confermata o estesa, in vista di un’altra settimana di caldo intenso.
La giornata del 13 luglio si inserisce in un trend preoccupante per il 2025: solo nelle ultime due settimane sono stati registrati decine di incendi in tutta l’isola, alcuni dei quali hanno richiesto evacuazioni temporanee e provocato danni a coltivazioni, pascoli e habitat naturali. Con l’estate entrata ormai nel suo pieno, le autorità temono una stagione critica sul fronte ambientale, e ribadiscono l’importanza della collaborazione da parte dei cittadini nella prevenzione e nella segnalazione tempestiva di eventuali focolai.
