Un’intera struttura alberghiera evacuata nel cuore della notte, decine di ospiti svegliati d’urgenza e sei persone, tra cui un soccorritore, costrette al ricovero in ospedale. È questo il bilancio dell’intossicazione da monossido di carbonio verificatasi nella notte tra domenica e lunedì all’interno dell’Hotel Raganelli, un albergo situato lungo la via Aurelia, nella zona ovest della Capitale.
L’allarme è scattato poco dopo le 4:30 del mattino, quando alcuni clienti della struttura hanno cominciato ad avvertire sintomi preoccupanti: mal di testa, vertigini, nausea, difficoltà respiratorie. I segnali di una possibile intossicazione non sono passati inosservati: la direzione dell’hotel ha immediatamente allertato i soccorsi.
Nel giro di pochi minuti, sul posto sono giunti i vigili del fuoco di Roma, personale sanitario del 118 e le forze dell’ordine. Le squadre dei soccorritori, dotate di strumentazione per il rilevamento di gas, hanno effettuato controlli sistematici in quasi tutte le camere dell’albergo – 44 su 46 – riscontrando la presenza di monossido di carbonio in diversi ambienti.
In via precauzionale, si è proceduto all’evacuazione completa della struttura: 96 persone, tra cui numerosi turisti, sono state fatte uscire dall’edificio e condotte all’esterno in attesa della messa in sicurezza dell’impianto. L’evacuazione è avvenuta senza incidenti, grazie al lavoro coordinato tra vigili del fuoco, polizia e personale sanitario.
Nel corso delle operazioni, sei persone – cinque ospiti e un operatore del 118 – hanno manifestato sintomi riconducibili a una moderata intossicazione. Tutti sono stati trasportati in ospedale per accertamenti: secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie, nessuno di loro è in gravi condizioni.
Le prime ipotesi formulate dai tecnici del Centro Rilevamenti Chimici e Radiologici (CRRC), intervenuti in supporto alle operazioni, individuano nella caldaia dell’hotel la possibile origine delle esalazioni. L’impianto, che si trova all’interno della struttura, è stato posto sotto sequestro su disposizione della magistratura, per consentire una serie di accertamenti tecnici e verifiche dettagliate.
La Procura di Roma, informata dell’accaduto, potrebbe aprire un fascicolo d’indagine volto ad accertare eventuali responsabilità legate alla manutenzione o al funzionamento dell’impianto termico.
Al momento non si registrano altri casi di intossicazione tra il personale o gli ospiti, ma la struttura resterà chiusa fino al termine delle indagini e alla completa bonifica degli ambienti coinvolti.
Il monossido di carbonio, gas incolore e inodore, è particolarmente insidioso poiché può accumularsi in ambienti chiusi senza essere percepito. La sua inalazione, anche in quantità moderate, può causare sintomi neurologici e, nei casi più gravi, portare a conseguenze letali.
La vicenda solleva nuovamente l’attenzione sull’importanza della manutenzione periodica e del controllo degli impianti termici, specialmente in strutture ricettive che ospitano un elevato numero di persone. Le autorità locali, in attesa degli esiti degli accertamenti tecnici, hanno ribadito la necessità di rispettare rigorosamente le normative di sicurezza previste per le caldaie e gli impianti a combustione.
Nel frattempo, l’Hotel Raganelli – noto tra i turisti per la sua posizione strategica a breve distanza dal Vaticano – resta sotto osservazione, mentre i suoi ospiti, dopo la paura della notte, sono stati ricollocati in altre strutture della zona.
