Slitta a settembre la sentenza di primo grado nel processo che vede imputati Ciro Grillo, figlio di Beppe Grillo, e tre suoi amici – Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia – accusati di violenza sessuale di gruppo. Il procedimento si sta celebrando davanti al Tribunale di Tempio Pausania, in Sardegna, e riguarda i fatti denunciati da una studentessa italo-norvegese e da una sua amica, risalenti all’estate del 2019.
Nell’ultima udienza, tenutasi nei giorni scorsi, si è conclusa l’arringa dell’avvocato Mariano Mameli, difensore di Edoardo Capitta. Un intervento articolato, durato circa quattro ore, nel quale la difesa ha sostenuto la tesi dell’assenza di elementi per configurare la responsabilità penale del proprio assistito, contestando le ricostruzioni dell’accusa e cercando di smontare punto per punto la narrazione dei fatti portata avanti dalla Procura.
Al termine della seduta, i giudici hanno aggiornato il calendario delle udienze, fissando a settembre le ultime tappe del processo. In quelle date sono previste le repliche finali: parlerà il pubblico ministero Gregorio Capasso, titolare dell’inchiesta, seguito dagli avvocati delle parti civili e, infine, dai difensori degli imputati, tra cui figura anche il penalista milanese Paolo Gallinaro, parte del collegio difensivo.
Il procedimento, seguito con attenzione dai media fin dal suo avvio, ha suscitato forte interesse pubblico anche per via della notorietà di uno degli imputati, Ciro Grillo. Il caso, inizialmente al centro di un acceso dibattito mediatico e politico, si è via via ricondotto nei binari giudiziari, con un percorso processuale che ha richiesto numerose udienze, escussioni di testimoni, consulenze tecniche e approfondimenti istruttori.
Al centro delle accuse, l’episodio avvenuto nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2019, nella villa di famiglia dei Grillo a Porto Cervo, dove, secondo la Procura, i quattro giovani avrebbero abusato di una delle due ragazze conosciute quella sera. Per un altro episodio, che riguarda la presunta violenza su una seconda giovane, il procedimento si è già chiuso con un’archiviazione.
I legali degli imputati hanno sempre sostenuto che si sia trattato di rapporti consensuali, negando ogni forma di coercizione o abuso. Di segno opposto le ricostruzioni fornite dalla parte offesa, che ha ribadito in aula la propria versione, confermando le denunce presentate a distanza di pochi giorni dai fatti.
Dopo anni di indagini, rinvii e una lunga fase dibattimentale, il procedimento è ormai prossimo alla sua conclusione. Ma per conoscere la decisione del collegio giudicante bisognerà attendere l’autunno. Le udienze di settembre – salvo imprevisti – dovrebbero essere le ultime prima della sentenza, attesa con grande attenzione sia dalle parti coinvolte sia dall’opinione pubblica.
