5 Ottobre 2026, lunedì
HomeItaliaReperti antichi tornano a casa: i Carabinieri restituiscono tesori archeologici a sei...

Reperti antichi tornano a casa: i Carabinieri restituiscono tesori archeologici a sei Paesi

Dal Nordest d’Italia al mondo: beni trafugati restituiti a Colombia, Egitto, Perù e altri Stati. Una maschera Taino tra gli oggetti più rari

UDINE — Un piccolo museo privato costruito nel tempo da un collezionista veronese si è rivelato, pezzo dopo pezzo, un forziere di tesori trafugati. Grazie a un’indagine avviata nel 2017 e conclusasi nei giorni scorsi, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Udine hanno restituito alle autorità diplomatiche di sei Paesi – Colombia, Costa Rica, Egitto, Panama, Perù e Repubblica Dominicana – numerosi reperti archeologici di straordinario valore, sottratti nel tempo ai loro contesti originari.

La cerimonia di consegna si è svolta tra dicembre 2024 e il 9 luglio scorso. A ricevere i beni sono stati i rappresentanti delle rispettive ambasciate, ai quali il Comandante del Nucleo TPC di Udine ha ufficialmente riconsegnato i reperti. Altri manufatti, non attribuibili con certezza a uno Stato specifico, sono stati destinati al Museo delle Civiltà di Roma, che già ospita vaste collezioni preistoriche ed etnografiche provenienti da tutto il mondo.

Trent’anni di acquisti nei mercatini: un museo domestico di antichità

L’intera operazione nasce da un’accurata indagine, condotta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Verona, che ha preso avvio nel maggio 2017. I Carabinieri TPC avevano sequestrato un cospicuo nucleo di reperti archeologici rinvenuti all’interno dell’abitazione di un cittadino di Verona, appassionato autodidatta di archeologia. Nel corso di oltre trent’anni, l’uomo aveva acquistato decine di oggetti nei mercatini dell’usato del Nord-Est italiano, dando forma a una collezione domestica che – pur priva di scopo commerciale – si è rivelata composta in larga parte da beni illecitamente esportati dai Paesi d’origine.

Vasellame, statuette, bronzi e una maschera da Red List

I reperti, risalenti a un periodo compreso tra il I millennio a.C. e il XVI secolo d.C., includono prevalentemente vasellame, statuette e manufatti in materiale fittile o bronzeo, riconducibili a diverse culture precolombiane e all’antico Egitto.

Tra i pezzi più rilevanti, spicca una maschera in pietra della cultura Taino (Repubblica Dominicana), utilizzata in contesti religiosi e rituali, che rientra tra i beni a rischio elevato di traffico illecito, come indicato nella Red List dell’International Council of Museums (ICOM). La presenza di un oggetto di questa rarità e rilevanza ha reso ancora più evidente la necessità di restituire i reperti ai legittimi detentori.

Restituzioni legittimate dal Tribunale: il collezionista non sarà processato

Con il completamento degli accertamenti tecnici, che hanno confermato l’autenticità dei manufatti e l’assenza di documentazione attestante una lecita esportazione, il Tribunale di Verona ha accolto l’istanza del Nucleo TPC di Udine, disponendo la restituzione dei beni agli Stati legittimati a rivendicarli come parte integrante del proprio patrimonio culturale.

Per i reperti la cui origine non era identificabile con certezza, il giudice ha disposto la consegna al Museo delle Civiltà.
L’uomo in possesso degli oggetti, già deferito in stato di libertà, non sarà processato: la sua posizione penale è stata archiviata, riconoscendo la totale assenza di dolo e l’acquisto dei beni in buona fede.

Una rete globale per proteggere la memoria dei popoli

Questa operazione è l’ennesima conferma della vocazione internazionale dell’attività dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Il sistema normativo italiano, tra i più avanzati al mondo in materia, tutela anche i beni culturali stranieri trafugati o esportati illecitamente, restituendoli – laddove possibile – ai Paesi di origine.

Il successo dell’operazione è frutto di un’azione costante di controllo del mercato antiquario, unita a una rete consolidata di relazioni con esperti e autorità internazionali. Ogni restituzione non è solo un atto di giustizia culturale, ma un gesto che riafferma il valore universale della cultura come elemento di dialogo tra popoli e custode della memoria collettiva.

Un patrimonio ritrovato, un’identità restituita.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti