Il conflitto israelo-palestinese torna a far discutere nel dibattito politico italiano, con posizioni nette e critiche rivolte all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
Chiara Appendino, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, intervenuta alla trasmissione Omnibus su La7, ha lanciato un duro attacco alla premier definendola “paladina dell’impunità di Netanyahu”, una posizione che – ha sottolineato – «fa male all’Italia».
«È difficile essere ottimisti su una tregua a Gaza», ha affermato Appendino. «Da un lato abbiamo i terroristi di Hamas che si oppongono, dall’altro Netanyahu e i suoi che continuano a bombardare e annunciano la volontà di annettere la Cisgiordania, sabotando ogni possibilità di cessate il fuoco. Non vedo nulla di positivo, soprattutto se a fronte dei crimini di guerra e della sofferenza di un popolo, l’Occidente continua a voltarsi dall’altra parte».
La vicepresidente M5S ha criticato con forza la posizione della presidente del Consiglio italiana in sede europea: «Vedere Meloni farsi portabandiera della battaglia contro sanzioni a Israele e contro una condanna netta a chi sta compiendo un genocidio significa schierarsi dalla parte sbagliata della storia».
Sul fronte del Partito Democratico, Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri nella segreteria nazionale, ha rilanciato con una nota la richiesta al governo di «prendere posizione» in seguito all’approvazione da parte dell’Assemblea parlamentare dell’OSCE di una risoluzione che invita i Paesi membri al riconoscimento dello Stato di Palestina.
«L’iniziativa, promossa anche dai membri d’opposizione della delegazione italiana, come Enzo Amendola e Alessandro Alfieri, rappresenta un passo importante», ha sottolineato Provenzano. «Non ci stancheremo di ripeterlo ogni giorno: cosa ancora aspetta il Governo Meloni?».
Il dibattito si accende dunque sulle scelte italiane in politica estera, in un contesto internazionale sempre più complesso e delicato.
