6 Ottobre 2026, martedì
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Mosca avverte: “Con le sanzioni non ci porterete al tavolo dei negoziati”

Il Cremlino respinge ogni ipotesi di colloqui forzati sull’Ucraina: “Solo argomenti razionali possono aprire un dialogo, non la pressione economica”

Da Mosca arriva un nuovo altolà sull’ipotesi di utilizzare la leva delle sanzioni economiche per spingere la Russia al tavolo dei negoziati sulla guerra in Ucraina. Secondo il Cremlino, infatti, qualsiasi tentativo di forzare il dialogo attraverso misure punitive è destinato a fallire e, anzi, rischia di produrre conseguenze più gravi.

A esprimere la posizione ufficiale è il portavoce del presidente Vladimir Putin, Dmitrij Peskov, citato dall’agenzia russa Tass: “La Russia può essere spinta ai negoziati soltanto attraverso la logica e argomentazioni convincenti. È impossibile costringerci con la pressione o con la forza”, ha dichiarato, in riferimento al possibile varo di un nuovo pacchetto di sanzioni occidentali.

Peskov ha inoltre ribadito la linea di Mosca sulla natura delle misure restrittive: “Consideriamo queste sanzioni illegali. E più saranno severe, più seria sarà la nostra risposta”. Il portavoce ha infine sottolineato come tali strumenti si configurino come “un’arma a doppio taglio”, alludendo ai contraccolpi economici che potrebbero colpire anche i Paesi promotori.

Le dichiarazioni arrivano mentre, a livello internazionale, si intensificano le discussioni su ulteriori sanzioni contro il settore energetico russo, in particolare sul petrolio, in risposta alla prosecuzione dell’aggressione militare in Ucraina. La posizione del Cremlino sembra dunque chiudere ogni spiraglio a trattative imposte dall’esterno, mantenendo saldo l’approccio intransigente adottato sin dall’inizio del conflitto.

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