6 Ottobre 2026, martedì
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Strage di Ustica, Mattarella: “Ferita ancora aperta. La Repubblica non smetterà di cercare la verità”

Nel 45° anniversario dell’abbattimento del DC9 Itavia, il Capo dello Stato rende omaggio alle vittime e richiama la necessità di giustizia: “Una delle tragedie più oscure e laceranti della nostra storia”.

Quarantacinque anni dopo, il cielo sopra Ustica resta ancora avvolto dalle nubi del mistero. Era la sera del 27 giugno 1980 quando un DC9 della compagnia Itavia, in volo da Bologna a Palermo, scomparve dai radar e precipitò nel Tirreno con 81 persone a bordo: nessun superstite. Una tragedia che ha segnato la storia repubblicana e continua a reclamare verità e giustizia.

A ribadirlo, con parole ferme e cariche di memoria, è stato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’anniversario:

“La strage di 45 anni or sono nel cielo di Ustica ha impresso nella storia della Repubblica un segno doloroso e profondo che non potrà mai essere cancellato”.

Nel suo messaggio, il Capo dello Stato ha ricordato il dramma delle famiglie, il dolore dei sopravvissuti solo nella memoria, e la ferita indelebile che quella notte ha lasciato nel Paese:

“Tutti coloro che erano a bordo di quel DC9, partito da Bologna con destinazione Palermo, vi trovarono la morte. Ottantuno persone tra equipaggio e passeggeri: tanti i corpi che non fu possibile ritrovare”.

Mattarella ha poi richiamato il peso dell’assenza di risposte definitive e lo sforzo civile di chi, in questi decenni, ha chiesto che le ombre si diradassero:

“È stata una tragedia tra le più oscure e laceranti che hanno colpito il nostro Paese. La memoria rinnova anzitutto i sentimenti di solidarietà e vicinanza ai familiari delle vittime, costretti a uno strazio indicibile, indelebile, inspiegabile”.

Ma il cuore del messaggio presidenziale è nel richiamo alla responsabilità collettiva, nazionale e internazionale, nella ricerca della verità:

“La Repubblica non abbandona la ricerca della verità e sollecita la collaborazione di tutti coloro che, anche tra i Paesi amici, possono aiutarci a rispondere al bisogno di giustizia, che non si dissolve negli anni perché è parte del tessuto stesso della democrazia”.

La strage di Ustica resta una ferita aperta: le inchieste, i processi, i documenti secretati, le ipotesi di uno scenario di guerra nei cieli del Mediterraneo non hanno mai portato a una verità pienamente riconosciuta. Ma la determinazione a non dimenticare, espressa ancora una volta dalle parole del Presidente, è la conferma che su Ustica l’Italia non intende spegnere la luce.

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