26 Ottobre 2026, lunedì
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I bambini invisibili di Lauriano: 6 e 9 anni senza scuola, documenti né parole

Trovati durante uno sgombero per alluvione nel Torinese, vivevano isolati dal mondo in condizioni igieniche drammatiche. Mai registrati all’anagrafe, non avevano accesso all’istruzione. Genitori olandesi decaduti dalla patria potestà.

Non avevano mai messo piede in una scuola, non risultavano iscritti all’anagrafe, non avevano documenti, né una lingua con cui comunicare davvero. Quando i carabinieri li hanno trovati, durante uno sgombero d’emergenza causato dall’alluvione dello scorso mese a Lauriano Po, nel Torinese, indossavano ancora i pannolini. Sei e nove anni, e una vita trascorsa ai margini più estremi della società, invisibili allo Stato e sconosciuti persino al vicinato.

Ora quei due bambini, definiti dai media locali i “fratellini fantasma”, si trovano in due diverse comunità protette, in attesa di un eventuale affido familiare. La Procura per i minorenni ha avviato la procedura di adottabilità, mentre i genitori – due cittadini olandesi di 54 e 38 anni – sono stati privati della responsabilità genitoriale.

Secondo quanto emerso dalle prime indagini, la coppia viveva in un cascinale isolato da tempo. Il padre, artista che lavora il metallo, sarebbe residente a Lauriano da almeno tre anni. La madre, ufficialmente senza fissa dimora, aveva dichiarato alle autorità che i bambini si trovavano lì solo da poche settimane. Ma le condizioni igienico-sanitarie in cui i minori sono stati rinvenuti e il loro evidente stato di abbandono raccontano tutt’altra storia.

Agli inquirenti i genitori hanno parlato di istruzione parentale. Ma la realtà è che, senza essere mai stati registrati all’anagrafe e privi di qualsiasi documento, i due fratellini per lo Stato italiano semplicemente non esistevano. Nessun certificato di nascita, nessuna vaccinazione, nessun percorso educativo.

Stando a quanto riportato da La Repubblica, l’uomo sarebbe stato ossessionato dai virus, al punto da isolare completamente i figli dal mondo esterno sin dallo scoppio della pandemia da Covid-19. Una clausura forzata che, secondo le autorità, avrebbe impedito ogni forma di socializzazione e sviluppo scolastico e linguistico.

“È una vicenda molto delicata – ha commentato il sindaco di Lauriano, Mara Bacolla –. L’aspetto che ora più ci preoccupa è che questi bambini possano trovare un equilibrio, una normalità che non hanno mai conosciuto”.

Una normalità fatta di diritti fondamentali: l’identità, la salute, l’istruzione. Tutti negati finora a due minori nati nel cuore dell’Europa eppure cresciuti fuori da ogni radar, nel silenzio e nell’ombra.

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