REGGIO EMILIA – Tre giorni per ascoltare, riflettere e far risuonare le voci di chi ogni giorno si batte per una società più giusta. Torna a Reggio Emilia, dal 5 al 7 settembre, il Festival di EMERGENCY, giunto alla sua quinta edizione. Tema scelto per quest’anno: “La voce”, intesa come strumento di partecipazione, denuncia, racconto e rivendicazione.
Il Festival, promosso dall’organizzazione fondata da Gino Strada, animerà piazze, teatri e luoghi simbolo della città emiliana, con un fitto calendario di incontri, dibattiti, spettacoli, musica e laboratori, in cui saranno protagonisti giornalisti, scrittori, filosofi, registi, artisti, attivisti e operatori umanitari.
Le domande al centro
Qual è la forza della nostra voce oggi? Viene ascoltata da chi ha il potere di cambiare le cose? Che risonanza ha quella di chi si oppone alla guerra, alla povertà, alla repressione? A queste e altre domande proveranno a rispondere, in un confronto aperto e multidisciplinare, i protagonisti del Festival.
Accanto ai volti noti dell’informazione e della cultura, ci saranno gli operatori umanitari di EMERGENCY, testimoni diretti delle crisi che attraversano il mondo: dai conflitti armati alle emergenze sanitarie, passando per le disuguaglianze globali. Al centro, le storie di chi non ha voce o la perde sotto le bombe, nei campi profughi, nelle carceri, nei ghetti moderni.
Un programma diffuso in tutta la città
Cuore del Festival saranno i “Dialoghi” in Piazza Prampolini, dove si confronteranno ospiti di primo piano e lo staff dell’organizzazione. In Piazza Casotti, invece, le “Domande per pensare” offriranno spunti rapidi ma profondi: 20 minuti, una questione cruciale, una voce per analizzarla.
Gli incontri informali di “Un caffè con…” permetteranno al pubblico di avvicinarsi ai relatori in un contesto conviviale, mentre nel cortile dell’Università di Reggio Emilia la geopolitica sarà protagonista con il nuovo format a cura di Giampaolo Musumeci, fotografo e filmmaker esperto di crisi internazionali.
Palazzo Ancini, sede dell’ANPI, ospiterà “A lezione con EMERGENCY”, per scoprire il lavoro sul campo dell’ONG, e la rassegna “Make art, not war”, dedicata all’arte come forma di resistenza alla guerra. In collaborazione con Il Post, si terranno altri incontri nel cortile dell’Università, all’insegna dell’approfondimento giornalistico.
Musica, teatro, laboratori: la voce si fa anche spettacolo
In serata, Piazza Prampolini accoglierà concerti e momenti di intrattenimento, mentre il Teatro San Prospero ospiterà spettacoli teatrali, film e documentari. Le giornate di sabato e domenica inizieranno in Piazza San Prospero con gli appuntamenti “Al risveglio”, e si concluderanno con un dj set nello stesso luogo.
Non mancheranno gli spazi dedicati ai più piccoli: alla Biblioteca Panizzi tornano laboratori creativi, letture animate e incontri formativi, pensati per bambini, genitori, insegnanti ed educatori, con l’obiettivo di trasmettere i valori del Festival in un linguaggio accessibile e coinvolgente.
Da oltre trent’anni, EMERGENCY dà voce a chi ne è privo. Anche quest’anno, il Festival si propone di amplificare quelle voci, senza filtri né confini, per costruire — parola dopo parola — un’alternativa alla guerra, all’ingiustizia e all’indifferenza.
