5 Ottobre 2026, lunedì
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Nordio VS magistratura: “Le correnti frenano la riforma”

Il ministro della Giustizia al Senato difende la riforma: "Non toglie potere alle toghe, restituisce libertà e dignità". Critiche al potere delle correnti interne.

ROMA – “La riforma darà finalmente respiro alla magistratura”. Con parole nette e un tono deciso, il ministro della Giustizia Carlo Nordio è intervenuto al Senato per ribadire la visione dell’esecutivo sulla riforma della Giustizia, puntando il dito contro le resistenze interne alla magistratura.

Secondo Nordio, le critiche più dure al progetto di riforma non arrivano tanto per motivazioni di merito, quanto per timori legati agli equilibri interni alla magistratura stessa. “La magistratura è certamente indipendente dal potere politico – ha dichiarato – ma non lo è altrettanto da se stessa: è vincolata a una matassa ingarbugliata di potere che si chiama correnti”.

Un passaggio, quello sulle correnti, che il ministro ha sottolineato con forza, denunciando un clima che, a suo avviso, scoraggia l’espressione di posizioni favorevoli alla riforma: “Ci sono magistrati che mi confidano sottovoce il loro appoggio, ma che non osano farlo pubblicamente per paura di essere emarginati. Hanno il coraggio di scendere in piazza, ma non di dire apertamente che condividono certi provvedimenti”.

Nordio ha quindi respinto l’idea che la riforma rappresenti un attacco all’autonomia della magistratura, sottolineando anzi il suo intento opposto: “Non sarà un’umiliazione per i magistrati. Al contrario, sarà un recupero della loro dignità e della loro libertà”.

Nel dibattito in Aula, il ministro ha così rilanciato la posta politica e culturale della riforma, presentandola come un atto di emancipazione dall’influenza delle correnti e una leva per restituire alla giustizia italiana maggiore credibilità e indipendenza interna.

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