ROMA – Un monito chiaro e fermo, come spesso accade nei suoi interventi più sensibili. In occasione della prima Giornata nazionale delle periferie urbane, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto accendere i riflettori su uno dei nodi irrisolti della società italiana: la distanza, in troppe aree del Paese, tra le istituzioni e le periferie.
“In alcune realtà del nostro Paese, le periferie urbane sono veicoli di disuguaglianze ed emarginazione, non luoghi dove prevale un senso diffuso di abbandono e sfiducia, dove spesso le istituzioni appaiono lontane”, ha affermato il Capo dello Stato, sottolineando come proprio questa assenza favorisca “il rischio di acuire le fratture sociali, di vedere crescere l’illegalità, ostacolando così la crescita personale e collettiva delle persone”.
Nel messaggio, Mattarella evidenzia come l’emarginazione non sia un effetto collaterale inevitabile, ma una conseguenza diretta dell’assenza di attenzione politica, sociale e amministrativa verso contesti fragili, spesso dimenticati. Le periferie – denuncia – diventano così luoghi in cui si dissipa il potenziale umano e civile di intere generazioni: “Si disperde il futuro di bambini e giovani che vivono in questi contesti e, con essi, il futuro dell’Italia”.
Il presidente non si limita alla fotografia dello stato delle cose: il suo è un invito esplicito a colmare un vuoto, a riportare la presenza dello Stato e delle istituzioni dove oggi si sente soltanto distanza. Il messaggio arriva in un momento cruciale, in cui le disuguaglianze territoriali ed economiche rischiano di amplificarsi, trasformando le periferie in focolai di disagio sociale e terreno fertile per l’illegalità.
Quella odierna è la prima edizione della Giornata nazionale delle periferie urbane, istituita per promuovere la consapevolezza e l’impegno verso una rigenerazione urbana che sia anche rigenerazione civile. Un’occasione simbolica, che il presidente ha scelto di valorizzare con parole misurate ma incisive, in linea con il suo stile: un appello alla responsabilità collettiva, perché nessun territorio – e nessuna persona – venga lasciata indietro.
