2 Ottobre 2026, venerdì
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Crosetto: “Lo scenario in Medio Oriente è cambiato”

Vertice d’emergenza a Palazzo Chigi dopo il raid statunitense contro i siti nucleari iraniani. Tajani: “Nessun aereo partito dall’Italia. Ora garantire la sicurezza dei connazionali nella regione”.

Roma – Il raid lanciato dagli Stati Uniti contro obiettivi nucleari in Iran scuote anche l’agenda del governo italiano. Nella mattinata di sabato, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato un vertice d’urgenza a Palazzo Chigi, con la partecipazione dei ministri competenti, del sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano e dei vertici dell’intelligence.

“La situazione in Medio Oriente cambia radicalmente”, ha affermato il ministro della Difesa Guido Crosetto, secondo cui l’attacco americano apre “una crisi molto più ampia”. Il rischio, ha spiegato, è una risposta su larga scala da parte dell’Iran, che potrebbe colpire obiettivi statunitensi in tutta la regione.

Anche il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, ha ribadito l’impatto strategico dell’operazione: “Si è inflitto un danno enorme alla capacità dell’Iran di produrre armi nucleari”, ha dichiarato. L’auspicio, ha aggiunto, è che Teheran scelga ora la via della diplomazia e si sieda al tavolo dei negoziati per scongiurare un’ulteriore escalation.

Sicurezza dei connazionali e chiarimenti sulle basi italiane

Tajani ha voluto chiarire che nessuna infrastruttura militare italiana è stata coinvolta nell’operazione: “Nessun aereo è partito dall’Italia e non c’è stata alcuna richiesta in tal senso da parte degli Stati Uniti”, ha dichiarato in conferenza stampa.

Sul fronte della protezione dei cittadini italiani presenti nella regione, il ministro ha assicurato il massimo impegno. “Stiamo lavorando per garantire la sicurezza dei nostri connazionali. Un volo in partenza da Sharm el-Sheikh raccoglierà nelle prossime ore italiani provenienti da Gerusalemme e Tel Aviv”, ha aggiunto.

Crosetto: “Israele non poteva agire da solo, servivano mezzi Usa”

Nel corso del vertice, Crosetto ha anche analizzato i dettagli tecnici dell’operazione, evidenziando il ruolo determinante degli Stati Uniti nel colpire i siti protetti del programma nucleare iraniano. “Era evidente che il sito di Fordow fosse l’obiettivo principale, ma Israele non dispone dei mezzi per colpirlo in profondità, dato che è sepolto sotto 90 metri di roccia. Solo i bombardieri americani hanno la capacità di penetrazione necessaria per un attacco simile”.

Secondo il ministro, già nei giorni precedenti erano stati notati movimenti sospetti da parte dell’aeronautica americana, tali da far presagire un’azione imminente. “Monitoravamo la situazione da sabato, avevamo elementi concreti per ritenere che un’operazione fosse imminente, e così è stato”.

Le reazioni interne: opposizione critica, clima teso

Le reazioni politiche in Italia non si sono fatte attendere. Le opposizioni accusano il governo Meloni di ambiguità sulla linea internazionale, parlano di un “triplo gioco” e mettono in dubbio la trasparenza della strategia diplomatica italiana.

In un contesto internazionale incandescente, l’Italia tenta di mantenere un equilibrio difficile: sostenere il dialogo, tutelare i propri cittadini e rafforzare la cooperazione con gli alleati, senza essere trascinata in una spirale bellica che rischia di travolgere l’intera regione.

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