5 Ottobre 2026, lunedì
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Patuelli: “I conflitti globali minacciano inflazione e tassi. Preoccupa Suez”

Il presidente dell’ABI lancia un allarme sull’impatto economico delle crisi internazionali: “Più durano le guerre, più aumenta il rischio di inflazione. Serve cultura del risparmio”

ROMA – “Viviamo una fase terribile, circondati da conflitti che non solo seminano morte, ma rischiano di compromettere gli equilibri economici globali.” Con queste parole, Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione bancaria italiana (ABI), ha aperto il suo intervento durante l’annuale assemblea pubblica della Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio, lanciando un monito preoccupato sull’effetto dei conflitti internazionali sui mercati e sulla stabilità monetaria.

Al centro della sua analisi, la minaccia concreta di un blocco del Canale di Suez e degli Stretti – vie marittime strategiche per il commercio globale – a causa delle tensioni militari in Medio Oriente e nel Mar Rosso. “La mia più grande preoccupazione – ha affermato – è che in questi giorni possano essere chiusi gli Stretti e che la circolazione nel Canale di Suez venga interrotta. Questo costringerebbe i commerci internazionali a percorsi alternativi, più lunghi e costosi, con conseguenze dirette su inflazione e prezzi.”

Patuelli ha poi sottolineato come l’attuale fase geopolitica rischi di riaccendere la spirale inflattiva. “La Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi d’interesse, che restano però il doppio rispetto a quelli europei. Ma più durano le guerre, più vite vengono spezzate, e più aumenta il rischio che l’inflazione torni a salire. E con essa i tassi d’interesse.”

Una dinamica che potrebbe mettere sotto pressione famiglie, imprese e debito pubblico, soprattutto in Europa, dove la crescita economica mostra già segnali di rallentamento.

In questo scenario incerto, Patuelli ha ribadito l’urgenza di rafforzare la cultura del risparmio e l’educazione finanziaria. “Sono passati dieci anni da quando, con lungimiranza, abbiamo promosso la nascita della Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio. Un’esperienza di grande successo, sostenuta in prima linea dalle banche italiane.”

Secondo il presidente dell’ABI, l’Italia ha compiuto progressi importanti sul fronte dell’alfabetizzazione economica, anche grazie a una serie di leggi che hanno inserito l’educazione finanziaria nei programmi scolastici. Ma il percorso, avverte, deve continuare: “L’educazione finanziaria non può essere confinata all’età scolare. È una competenza permanente, necessaria in ogni fase della vita.”

Nel suo intervento, Patuelli ha infine auspicato un maggiore coordinamento europeo e internazionale per affrontare le ricadute economiche delle crisi belliche e garantire un futuro di stabilità. “Di fronte all’incertezza globale – ha concluso – la conoscenza e la consapevolezza economica restano gli strumenti più efficaci per affrontare i rischi e tutelare i risparmiatori.”

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