15 Luglio 2026, mercoledì
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Orrore nella comunità per disabili del Pinerolese: otto arresti per maltrattamenti e abusi

Operazione dei Carabinieri del NAS in provincia di Torino e Cuneo. Coinvolti sette operatori sociosanitari e una psicoterapeuta. Gli ospiti, persone con gravi disabilità, vittime di violenze fisiche, umiliazioni e vessazioni quotidiane.

TORINO – Maltrattamenti sistematici, violenze fisiche e verbali, atteggiamenti vessatori, fino a un presunto caso di violenza sessuale su una persona disabile. È quanto emerso dall’inchiesta condotta dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità (NAS) di Torino, che questa mattina ha portato all’arresto di otto persone – sette operatori sociosanitari e una psicoterapeuta – attive all’interno di una comunità per disabili situata nel Pinerolese, in provincia di Torino.

L’operazione, eseguita in collaborazione con il NAS di Alessandria e con i militari dei Comandi Provinciali di Torino e Cuneo, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino. Le forze dell’ordine hanno dato esecuzione a otto misure cautelari e a sei perquisizioni domiciliari a carico degli indagati, tutti accusati di gravi maltrattamenti (articoli 81 e 572, comma 2, del Codice penale) ai danni di persone affette da importanti disabilità cognitive e intellettive.

Uno degli operatori è inoltre indagato per violenza sessuale (articolo 609-bis del Codice penale), con gravi indizi relativi a palpeggiamenti e toccamenti delle parti intime di un ospite disabile della struttura. Le vittime, tutte in condizioni di forte vulnerabilità, sarebbero state sottoposte a una lunga sequenza di soprusi, documentata nel corso di una meticolosa attività investigativa.

L’inchiesta è la prosecuzione di un’operazione scattata il 17 aprile scorso, quando altri tre operatori della medesima comunità erano stati arrestati con le stesse accuse. Gli sviluppi successivi hanno permesso di ricostruire un quadro ancor più grave e allarmante: un contesto quotidiano di abusi sistematici, fatto di schiaffi, percosse, insulti, strattoni, ma anche atteggiamenti intimidatori, vessazioni psicologiche e continui atti di scherno nei confronti degli ospiti.

La struttura dove si sarebbero verificati i maltrattamenti è riconducibile a una cooperativa che gestisce numerose comunità in Piemonte e Lombardia, operante nel settore socio-assistenziale per disabili, minori e anziani.

Tutti gli arrestati si trovano attualmente agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni. Il caso riaccende i riflettori sulla necessità di controlli più severi e di una vigilanza costante all’interno delle strutture che accolgono persone fragili, spesso incapaci di difendersi o di denunciare le violenze subite.

Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e, come stabilito dalla legge, per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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