5 Ottobre 2026, lunedì
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Mosca accusa Londra: “Dietro gli attacchi in Russia c’è la regia britannica”

Escalation diplomatica tra Mosca e Londra: il Cremlino denuncia il coinvolgimento diretto dei servizi segreti britannici in operazioni ucraine sul suolo russo. Intanto Kiev annuncia il completamento dello scambio delle salme di 6.000 soldati caduti.

Londra nel mirino di Mosca. Cresce la tensione tra Russia e Regno Unito, mentre la guerra in Ucraina continua a sconvolgere equilibri internazionali già fragili.

In una dura dichiarazione ufficiale, il Servizio di Intelligence Estero russo (SVR) ha lanciato pesanti accuse contro Londra, sostenendo che i servizi segreti britannici siano direttamente coinvolti nella pianificazione e nel supporto operativo di attacchi condotti dagli apparati ucraini in territorio russo. Secondo Mosca, esisterebbe una “stretta cooperazione” tra i servizi di sicurezza ucraini e britannici, nella quale l’intelligence di Sua Maestà assumerebbe un ruolo direttivo, mentre l’esecuzione degli attacchi sarebbe affidata a operativi ucraini o a loro affiliati.

Nel mirino del Cremlino c’è una serie di azioni compiute lo scorso primo giugno: tra queste, attacchi contro aeroporti militari delle forze aerospaziali russe e atti di sabotaggio mirati a infrastrutture ferroviarie nelle regioni di Bryansk e Kursk, a ridosso del confine ucraino. Mosca bolla queste azioni come “terrorismo” e accusa l’Occidente, e in particolare il Regno Unito, di oltrepassare ogni limite nella sua alleanza con Kiev.

Kiev: rimpatriate le salme di altri 1.245 caduti

Sul fronte umanitario, il Ministero della Difesa ucraino ha annunciato il rientro delle salme di 1.245 soldati caduti, restituite dalla Russia nell’ambito dell’accordo raggiunto a Istanbul. Secondo quanto riferito da fonti ucraine, con quest’ultima consegna è stato formalmente completato il piano per il rimpatrio dei corpi di circa 6.000 militari. Un gesto carico di dolore, ma anche di dignità, in un conflitto che non accenna a fermarsi.

Zelensky al G7: “Con Trump parlerò di acquisti, non di aiuti”

Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in visita ufficiale a Vienna, ha annunciato che discuterà con Donald Trump di un possibile pacchetto di armamenti durante il vertice del G7. Zelensky ha chiarito che l’argomento non riguarda nuovi aiuti militari gratuiti da parte degli Stati Uniti, bensì l’acquisto diretto di sistemi difensivi da parte dell’Ucraina. Dopo la tappa austriaca, il leader ucraino è atteso in Canada per partecipare ai lavori del summit.

Energia, l’Europa si divide sull’embargo a Mosca

Intanto, sul fronte energetico, l’Unione Europea fatica a mostrarsi compatta. Al Consiglio dei ministri europei dell’Energia, riunitosi a Lussemburgo, l’adozione di un documento per rafforzare la sicurezza energetica e accelerare il distacco dalle forniture russe ha trovato l’opposizione di Ungheria e Slovacchia. Nonostante l’ostruzionismo, la presidenza di turno polacca ha forzato l’approvazione del testo, sostenuto da 25 Paesi membri. La Commissione europea è ora attesa per domani con una proposta legislativa che dovrebbe delineare i tempi e le modalità per l’eliminazione progressiva di gas e petrolio russi dal mix energetico comunitario.

Un conflitto che oltrepassa i confini

Le accuse di Mosca a Londra, il rimpatrio dei caduti, le dinamiche belliche e la battaglia energetica in Europa mostrano come la guerra in Ucraina sia ormai un conflitto a tutto campo, in cui diplomazia, intelligence, economia e strategia militare si intrecciano in un equilibrio sempre più precario. E la strada verso una stabilizzazione, oggi più che mai, appare in salita.

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