5 Luglio 2026, domenica
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Blitz antimafia tra Canosa e Bari: smantellata rete criminale dedita a droga, estorsioni e traffico d’armi

Operazione dei Carabinieri contro un’organizzazione a stampo mafioso radicata nel territorio: 19 misure cautelari, sequestri e arresti. Al vertice un boss che dirigeva il clan dal carcere.

Maxi operazione antimafia in Puglia: sgominata rete criminale con base a Canosa, 19 indagati

Un potente apparato criminale radicato tra Canosa di Puglia e Bari, con ramificazioni nel traffico di droga, armi da guerra e gravi episodi estorsivi, è stato colpito da una vasta operazione dei Carabinieri, condotta all’alba di oggi con l’impiego di 150 militari delle province di Barletta-Andria-Trani e Foggia. L’intervento, eseguito con il supporto del 6° Nucleo Elicotteri, dello Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia e del Nucleo cinofili di Modugno, ha portato all’esecuzione di 19 misure cautelari su disposizione del GIP del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

L’indagine, durata oltre un anno e mezzo (da aprile 2022 a novembre 2023), è scaturita dall’arresto in flagranza di un soggetto trovato in possesso di due armi clandestine, munizionamento da guerra e stupefacenti. Un fatto isolato solo in apparenza, che ha dato avvio a un’articolata attività investigativa della Sezione Operativa della Compagnia dei Carabinieri di Andria, con il contributo iniziale dei colleghi di Cerignola e la supervisione della DDA barese.

La struttura criminale

Secondo l’impianto accusatorio, accolto dal giudice per le indagini preliminari (e ancora da verificare nelle successive fasi processuali), il gruppo agiva secondo una rigida struttura gerarchica e faceva capo a un pregiudicato di Canosa, attualmente detenuto nella Casa Circondariale di Siracusa, che continuava a impartire ordini dal carcere, mantenendo il controllo del clan.

L’organizzazione era attiva principalmente nel traffico di sostanze stupefacenti, con canali di approvvigionamento che toccavano Cerignola e Bari, e gestiva lo spaccio nelle aree centrali e nella zona 167 di Canosa, attraverso un controllo capillare del territorio. Gli introiti, stimati in circa 3.000 euro al giorno, confluivano in una cassa comune.

Estorsioni e armi da guerra

Le indagini hanno rivelato anche una serie di attività estorsive, tra cui quelle ai danni di giostrai presenti in città per la festa patronale. Il gruppo era inoltre in contatto con esponenti del clan Strisciuglio di Bari, dai quali si riforniva di armi, inclusi fucili e pistole con munizionamento da guerra. È emersa anche la pianificazione di azioni violente contro bande rivali, nel tentativo di imporre l’egemonia sul mercato locale della droga.

Le comunicazioni tra i membri avvenivano attraverso linguaggi criptici, ricostruiti grazie a intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, oltre a pedinamenti, analisi forensi dei telefoni sequestrati e visione di sistemi di videosorveglianza.

I numeri dell’operazione

L’esito dell’attività investigativa ha portato all’emissione di 19 misure cautelari: 8 arresti in carcere, 9 ai domiciliari e 2 obblighi di dimora. Durante le indagini sono stati eseguiti:

  • 10 arresti in flagranza di reato,
  • 20 segnalazioni per illeciti amministrativi legati al consumo di droga,
  • Sequestrati oltre 1 kg di cocaina e hashish,
  • Rinvenuta una piantagione di marijuana,
  • Sequestrate 3 pistole con circa 100 proiettili e cartucce a pallettoni,
  • Sequestri di munizioni da caccia, una canna di fucile di provenienza illecita e un’autovettura rubata.

L’operazione si colloca ancora nella fase delle indagini preliminari. Nei prossimi giorni gli indagati saranno sottoposti all’interrogatorio di garanzia. Sarà in sede processuale, nel pieno contraddittorio tra accusa e difesa, che verranno eventualmente accertate le responsabilità penali per i reati ipotizzati.

Una nuova pagina dell’offensiva contro le organizzazioni mafiose locali, che conferma la crescente attenzione delle forze dell’ordine e della magistratura nel contrastare la criminalità organizzata sul territorio pugliese.

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