6 Ottobre 2026, martedì
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Trump avverte Teheran: “Fate un accordo ora, prima che non resti più nulla dell’Iran”

Il presidente lancia un durissimo monito su Truth Social: “Prossimi attacchi saranno ancora più brutali”. Appello all’accordo, ma il tono è di minaccia: “Ho dato loro ogni possibilità, ora è troppo tardi per alcuni”.

Washington – Con parole taglienti e toni marcatamente bellicisti, Donald Trump è tornato a scuotere l’arena geopolitica con un messaggio pubblicato su Truth Social, la sua piattaforma social di riferimento. Il presidente degli Stati Uniti ha lanciato un avvertimento diretto al regime iraniano, esortando Teheran a negoziare un accordo prima che, a suo dire, “non resti più nulla”.

“Alcuni intransigenti iraniani hanno parlato con coraggio – scrive Trump – ma non sapevano cosa stava per succedere. Ora sono tutti morti. E la situazione non potrà che peggiorare.” Parole che evocano scenari di guerra e che, pur non facendo riferimento a eventi specifici, sembrano indicare un’escalation già in atto o imminente.

“C’è già stata grande morte e distruzione – ha proseguito il presidente – ma c’è ancora tempo per fermare questo massacro. I prossimi attacchi, però, saranno ancora più brutali.” Un monito pesante, carico di conseguenze implicite, che Trump conclude con un appello ambiguo: “L’Iran deve raggiungere un accordo prima che non resti più nulla, per salvare ciò che un tempo era conosciuto come l’Impero persiano.”

L’inquilino della Casa Bianca, candidato repubblicano alla presidenza per le elezioni del 2024, afferma di aver dato “più di un’occasione” al governo iraniano per trovare un’intesa, ma di essersi sempre trovato di fronte a un muro. “Ho detto loro, con le parole più forti, di ‘farlo e basta’. Ma non ce l’hanno fatta. Nonostante tutti gli sforzi, sono sempre andati vicini, ma mai abbastanza.”

Nel suo post, Trump ha inoltre voluto ribadire la supremazia militare degli Stati Uniti e il ruolo centrale di Israele nella regione. “Ho chiarito che sarebbe stato molto peggio di qualsiasi cosa avessero previsto o temuto. Gli Stati Uniti producono l’equipaggiamento militare più avanzato e letale al mondo, di gran lunga. Israele ne possiede in abbondanza – e ne riceverà ancora molto altro. E sa come usarlo.”

Una retorica che infiamma lo scenario mediorientale
Le dichiarazioni di Trump arrivano in un momento già particolarmente teso per il Medio Oriente, con l’Iran coinvolto in numerosi fronti regionali e le relazioni con Washington in uno stato di stallo. I toni utilizzati dal presidente statunitense – tra evocazioni di distruzione totale e orgoglio per la potenza bellica americana – rischiano di alimentare ulteriormente l’instabilità.

A destare ulteriore preoccupazione è la vaghezza del riferimento a “prossimi attacchi pianificati”, che potrebbe indicare azioni militari coordinate, forse da parte israeliana o con l’appoggio statunitense. Non è escluso che il messaggio di Trump sia rivolto anche all’opinione pubblica americana ed elettorale, in un momento in cui la politica estera torna a essere uno degli snodi chiave della campagna presidenziale.

L’ombra di un conflitto più ampio
Il messaggio lanciato da Trump sembra andare ben oltre la semplice retorica. Le sue parole alimentano il timore che il confronto tra Iran e blocco occidentale – in particolare Israele e Stati Uniti – possa degenerare in un conflitto aperto, con conseguenze imprevedibili per l’intera regione e non solo.

Nel frattempo, da Teheran non è ancora arrivata una replica ufficiale. Ma è difficile immaginare che un messaggio così esplicitamente minaccioso venga ignorato. La diplomazia, se ancora ha uno spazio in questo scenario, appare più fragile che mai.

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