6 Ottobre 2026, martedì
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Duplice omicidio a Villa Pamphili: fermato in Grecia il presunto assassino

Una donna e la sua bambina di pochi mesi trovate morte a Roma. Decisiva la testimonianza di un passante e le immagini di videosorveglianza. Il sospettato è un cittadino americano bloccato sull’isola di Skiathos.

ROMA — È stato fermato in Grecia, sull’isola di Skiathos, il presunto responsabile del brutale duplice omicidio avvenuto sabato scorso a Villa Doria Pamphili, uno dei parchi più frequentati della Capitale. Le vittime, una donna di cittadinanza americana e la sua bambina di pochi mesi, erano state rinvenute senza vita in una zona appartata del parco romano. La notizia del fermo, rilanciata dal Tg1 attraverso i propri canali social, rappresenta una svolta nelle indagini che nelle ultime ore avevano già portato all’identificazione delle due vittime.

L’uomo fermato è anch’egli un cittadino statunitense, descritto come un individuo dai tratti latini. Il suo nome non è stato ancora diffuso ufficialmente, ma fonti investigative confermano che il suo ruolo è ritenuto centrale nel caso. A incastrarlo sarebbero stati alcuni elementi chiave: una testimonianza e un’immagine catturata da una telecamera di sorveglianza nei pressi di Villa Pamphili.

Un testimone avrebbe infatti notato l’uomo e la donna discutere animatamente e avrebbe subito allertato le forze dell’ordine. Le autorità sono così riuscite a ricostruire gli ultimi momenti della vita delle due vittime. In un fotogramma registrato da una videocamera, si vede chiaramente l’uomo tenere in braccio la bambina, vestita con una tutina rosa poi ritrovata abbandonata tra i rifiuti, particolare che ha ulteriormente aggravato i sospetti nei suoi confronti.

Gli inquirenti ritengono che l’uomo abbia lasciato l’Italia subito dopo i fatti, cercando rifugio in Grecia. Grazie alla collaborazione tra le autorità italiane e quelle greche, è stato localizzato e bloccato dalla polizia greca mentre si trovava sull’isola di Skiathos. Ora è in stato di fermo, in attesa delle procedure di estradizione.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Roma, prosegue nel massimo riserbo per chiarire il movente e i contorni di una vicenda che ha scosso profondamente l’opinione pubblica. La diplomazia americana è stata informata e segue da vicino lo sviluppo del caso.

Nel frattempo, Villa Pamphili è tornata alla sua quotidiana normalità, ma il ricordo di quella tragedia resta impresso tra i vialetti del parco. E in molti, davanti ai fiori lasciati spontaneamente dai cittadini sul luogo del ritrovamento, chiedono giustizia per una giovane madre e per la sua bambina, strappate brutalmente alla vita.

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