L’attacco unilaterale sferrato da Israele contro l’Iran rischia di aprire un nuovo e drammatico capitolo nello scacchiere mediorientale, già segnato da anni di tensioni e instabilità. A esprimere profonda preoccupazione per le conseguenze di questa escalation sono Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri nella segreteria nazionale del Partito Democratico, insieme ai parlamentari Enzo Amendola e Alessandro Alfieri, capigruppo del Pd nelle Commissioni Esteri di Camera e Senato.
In una nota congiunta, i tre esponenti dem sottolineano come “ogni sforzo diplomatico sia stato di fatto travolto dall’azione militare”, aprendo la strada a una spirale di violenza dalle conseguenze potenzialmente devastanti non solo per la regione, ma per gli equilibri globali. “L’Italia — prosegue la dichiarazione — non può restare spettatrice: il Governo si attivi immediatamente in tutte le sedi europee e internazionali per arginare l’escalation e rilanciare ogni possibile iniziativa diplomatica”.
La richiesta è chiara: che il Ministro degli Esteri venga a riferire con urgenza alle Camere per illustrare la posizione del nostro Paese, le eventuali azioni intraprese o previste, e gli sviluppi in ambito multilaterale. L’auspicio, si legge tra le righe, è che Roma giochi un ruolo attivo nella de-escalation, nel quadro delle alleanze europee e delle prerogative che l’Italia detiene in quanto membro del G7 e interlocutore tradizionale dell’area mediterranea.
Il timore, condiviso anche da altri osservatori internazionali, è che l’azione militare possa innescare una reazione a catena, accendendo un conflitto su vasta scala in una regione già segnata dalla guerra tra Israele e Hamas, dalle tensioni in Libano e dalle rivalità tra potenze regionali. Di qui l’appello del Partito Democratico: fermare immediatamente la corsa verso il baratro, prima che sia troppo tardi.
