27 Ottobre 2026, martedì
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Gorizia, il coraggio di un bambino di 10 anni: tenta di salvare il papà colto da malore ma il cuore si ferma

Con prontezza e sangue freddo, il piccolo ha chiamato i soccorsi e, guidato telefonicamente, ha praticato il massaggio cardiaco al padre. Nonostante l’eroico tentativo, l’uomo è deceduto tra le sue braccia.

Un gesto di straordinario coraggio e lucidità, che ha commosso e toccato profondamente tutti gli operatori del soccorso sanitario. È accaduto a Gorizia, lungo il sentiero vicino al monumento del Monte Calvario, dove un bambino di soli dieci anni ha assistito al malore improvviso del papà, un uomo di 49 anni, e ha lottato con tutte le sue forze per salvarlo.

Durante una passeggiata, il padre si è improvvisamente accasciato, perdendo conoscenza. In quel momento drammatico, il piccolo Giulio non ha esitato: ha preso il cellulare del genitore e ha contattato immediatamente i soccorsi. Guidato con calma e determinazione dagli operatori della Centrale Operativa, ha iniziato a praticare il massaggio cardiaco, un gesto di primo soccorso fondamentale, nel disperato tentativo di rianimare il padre.

Nonostante l’estremo impegno e la competenza dimostrata dal bambino, purtroppo l’uomo si è spento tra le sue braccia, vittima di un malore improvviso e grave. Una tragedia che ha lasciato sgomenta l’intera comunità locale.

A sottolineare la forza e la tempestività dell’intervento è stato il dottor Giulio Trillò, direttore della Struttura Operativa Regionale Emergenza Sanitaria del Friuli Venezia Giulia: «Nessuno avrebbe potuto fare di più in quella situazione», ha dichiarato con profonda ammirazione. «Il bambino, nonostante l’enorme stato emotivo e lo shock, ha fornito al padre l’assistenza più adeguata possibile. Grazie al supporto telefonico degli specialisti, ha eseguito le manovre salvavita più efficaci, come confermato dal rianimatore che è arrivato sul posto».

Il dottor Trillò ha voluto inoltre rivolgere un messaggio al giovane protagonista: «È giusto che sappia che il suo impegno è stato straordinario. Tutto il nostro staff ha seguito con commozione e rispetto la chiamata e la fase critica dell’emergenza».

Questa vicenda testimonia quanto, anche in situazioni di estremo dolore, il coraggio e la prontezza possano fare la differenza, ricordandoci l’importanza della formazione sulle tecniche di primo soccorso e del ruolo cruciale dei soccorritori, professionisti e non, nella catena della vita.

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