Trump vs Musk: dopo gli insulti online, la Casa Bianca corre ai ripari. In programma una telefonata tra i due
WASHINGTON – Dopo settimane di frecciate, insulti velati e dichiarazioni esplosive, la tensione tra Donald Trump ed Elon Musk ha toccato un nuovo picco. A tal punto che la Casa Bianca ha ritenuto necessario organizzare una telefonata tra i due, in programma per oggi, nel tentativo di stemperare i toni e ricucire una frattura che rischia di avere ripercussioni politiche e finanziarie di ampio respiro.
La notizia, diffusa da fonti vicine all’amministrazione, arriva in un momento cruciale, tra le tensioni sull’economia statunitense, i dazi, le prossime elezioni e l’inarrestabile potere delle Big Tech. A pesare, in particolare, sono stati gli ultimi scambi avvelenati tra Trump e Musk sulla piattaforma X, l’ex Twitter, di proprietà dello stesso imprenditore.
Lo scontro: dazi, recessione e impeachment
Il casus belli è arrivato via social, com’è ormai consuetudine nei duelli d’élite a stelle e strisce. Musk ha rilanciato un post in cui un utente proponeva l’impeachment di Trump, auspicandone la sostituzione con il senatore dell’Ohio J.D. Vance. La risposta di Musk è stata tanto laconica quanto chiara: «Yes».
Ma non si è fermato lì. L’amministratore delegato di Tesla e SpaceX ha scritto che “i dazi di Trump causeranno una recessione nella seconda metà di quest’anno”, un’affermazione che ha avuto risonanza immediata nei circoli finanziari e nei media. È noto che Musk non ha mai appoggiato la linea protezionista dell’ex presidente, e lo scontro di queste ore ha reso ancora più esplicito lo strappo tra due delle figure più potenti e polarizzanti d’America.
La telefonata in extremis: una mossa per evitare la frattura definitiva
Secondo quanto riferito da diversi media statunitensi, lo staff della Casa Bianca si è attivato dietro le quinte per evitare che lo scontro degenerasse. L’obiettivo della telefonata, prevista per oggi, è quello di riportare il confronto su toni istituzionali e soprattutto garantire una continuità di dialogo con uno degli imprenditori più influenti al mondo, in un momento in cui le sue scelte, tra intelligenza artificiale, veicoli elettrici e aerospazio, impattano direttamente sulle politiche pubbliche statunitensi.
Non è escluso che durante il colloquio vengano toccati anche temi strategici, come la regolamentazione dell’IA, le forniture militari attraverso Starlink e i possibili effetti delle politiche commerciali di Trump sulla Silicon Valley.
Harvard, tribunali e politica estera: altri fronti caldi
A complicare ulteriormente il contesto è arrivata anche una decisione giudiziaria che mette in discussione un altro provvedimento dell’amministrazione Trump. Un tribunale ha infatti sospeso la misura che vietava l’ingresso di nuovi studenti internazionali all’Università di Harvard, riaccendendo il dibattito sull’immigrazione e sull’accesso alle istituzioni accademiche d’élite.
Il tutto accade mentre il magnate repubblicano è impegnato in una campagna elettorale che lo vede sempre più protagonista, ma anche sempre più isolato su alcuni fronti strategici, come quello tecnologico e imprenditoriale. E mentre Musk, pur mantenendo un profilo politicamente ambiguo, guadagna terreno come figura di riferimento per una parte crescente dell’elettorato indipendente.
Due visioni opposte d’America
Lo scontro tra Trump e Musk non è solo uno scontro di ego, ma riflette due visioni radicalmente diverse dell’America: da una parte l’idea di un ritorno alla forza industriale e commerciale basata sul protezionismo e la difesa dei confini; dall’altra quella di un futuro ultra-connesso, globalizzato, dove la tecnologia guida la geopolitica e la libertà di innovare è il principio supremo.
Che la telefonata riesca a placare i toni o meno, l’impressione è che la frattura sia destinata a segnare la politica americana nei mesi a venire. In un’epoca dove un tweet può ribaltare mercati e alleanze, un dialogo tra Trump e Musk vale più di una conferenza stampa.
