3 Ottobre 2026, sabato
HomeItaliaCronacaMolfetta, bufera giudiziaria: arrestato il sindaco Tommaso Minervini

Molfetta, bufera giudiziaria: arrestato il sindaco Tommaso Minervini

Accuse di appalti pilotati in cambio di voti. Ai domiciliari anche una dirigente comunale. Al centro dell’indagine un presunto sistema clientelare emerso dopo mesi di intercettazioni e interrogatori.

Appalti in cambio di consenso: ai domiciliari il sindaco di Molfetta. Coinvolta anche una dirigente del Comune

MOLFETTA (Bari) – La città si risveglia sotto shock: Tommaso Minervini, sindaco di Molfetta, è stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito di una inchiesta giudiziaria che scuote le fondamenta della politica locale. L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura della Repubblica, ipotizza un sistema di scambio illecito tra appalti pubblici e consenso elettorale. Con lui, è finita ai domiciliari anche Lidia De Leonardis, dirigente comunale di 58 anni, originaria di Bari.

La misura cautelare è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari a seguito dell’interrogatorio di otto persone, avvenuto lo scorso 2 maggio, nell’ambito di un’indagine che punta a far luce su presunte irregolarità nella gestione degli appalti pubblici, riconducibili al presunto utilizzo della macchina amministrativa per fini elettorali.

Il cuore dell’inchiesta: favori, incarichi e consenso

Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, il sistema contestato si fondava su una fitta rete di favoritismi, incarichi su misura, affidamenti diretti e pressioni indebite su funzionari e cittadini, in un clima di controllo capillare e clientelismo. In cambio, sarebbe arrivato sostegno politico ed elettorale: una moneta di scambio invisibile ma efficace, che avrebbe garantito al sindaco e al suo entourage un bacino di consensi in grado di condizionare le tornate elettorali.

Gli elementi raccolti finora comprendono intercettazioni telefoniche, documenti amministrativi e testimonianze che, nel quadro accusatorio, suggerirebbero un modus operandi ben rodato, fondato su logiche di potere radicate e su una gestione opaca della cosa pubblica.

Il sindaco Minervini: carriera e caduta

Tommaso Minervini, figura di lungo corso nella politica pugliese, era tornato alla guida del Comune di Molfetta con una coalizione civica, presentandosi come espressione di rinnovamento e competenza amministrativa. La sua carriera aveva conosciuto consensi bipartisan, segnalandolo come amministratore navigato e vicino al territorio. L’inchiesta in corso getta ora un’ombra pesante sul suo operato, sollevando interrogativi anche sull’equilibrio politico della città, a pochi mesi da scadenze elettorali strategiche per la regione.

Le reazioni: silenzio istituzionale, città sgomenta

Mentre dal Comune, per ora, non filtrano dichiarazioni ufficiali, il clima in città è di sconcerto e attesa. I partiti d’opposizione chiedono chiarezza, e i cittadini si interrogano sul futuro amministrativo del Comune. «È un colpo durissimo per l’immagine della città», si limita a dire un consigliere comunale che ha chiesto l’anonimato. Sul piano giudiziario, invece, il quadro è ancora in evoluzione: altri nomi potrebbero emergere nelle prossime settimane, man mano che l’inchiesta si amplia e si consolidano le prove raccolte dagli inquirenti.

Prossimi passi

I legali di Minervini stanno preparando la strategia difensiva in vista dei prossimi interrogatori. L’indagine, ancora in fase preliminare, potrebbe sfociare in ulteriori provvedimenti qualora venissero confermate le ipotesi della Procura. Sul tavolo resta anche la questione della sospensione dalle funzioni del sindaco, secondo quanto previsto dalla legge Severino per gli amministratori raggiunti da misure cautelari.

In attesa della verità giudiziaria, la vicenda getta un’ombra inquietante su una stagione politica che avrebbe dovuto segnare il rilancio di Molfetta. Ora, invece, rischia di trasformarsi in un nuovo capitolo di crisi istituzionale e sfiducia.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti