4 Ottobre 2026, domenica
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Trump fa dietrofront sulla nomina alla NASA: stop a Isaacman, nuovo candidato in arrivo

L’ex presidente ritira la candidatura dell’imprenditore legato a Musk: “Servono scelte allineate alla visione dell’America nello spazio”. La reazione di Elon Musk: “Isaacman è raro, competente e di buon cuore”

Washington – Colpo di scena nella corsa alla guida della NASA: Donald Trump ha annunciato il ritiro della nomina di Jared Isaacman, imprenditore visionario e protagonista dell’industria spaziale privata, alla direzione dell’agenzia spaziale americana. A comunicarlo è stato lo stesso Trump tramite un post pubblicato sulla sua piattaforma social Truth, nel quale ha lasciato intendere che il cambio di rotta è frutto di “un’attenta revisione dei precedenti legami” del candidato.

“Annuncerò presto un nuovo candidato che sarà pienamente allineato con la nostra missione e metterà l’America al primo posto nello spazio”, ha scritto l’ex presidente, lasciando aperti interrogativi sulle motivazioni specifiche dietro la decisione. Il riferimento ai “precedenti legami” potrebbe alludere alle collaborazioni tra Isaacman e figure di primo piano del settore privato spaziale, in particolare Elon Musk, fondatore di SpaceX.

Proprio Musk ha reagito prontamente alla notizia, affidando il suo disappunto a un commento su X (ex Twitter): “È raro trovare qualcuno così competente e di buon cuore”. Un tributo netto a Isaacman, con cui ha collaborato in diverse missioni, tra cui la storica “Inspiration4” del 2021, la prima interamente civile a orbitare intorno alla Terra.

Jared Isaacman, ex pilota acrobatico e fondatore della compagnia di pagamenti Shift4, è diventato uno dei volti più noti del “nuovo spazio” – un’industria in cui aziende private stanno rivoluzionando l’accesso all’orbita terrestre e oltre. La sua nomina, se confermata, avrebbe rappresentato una svolta significativa nella direzione della NASA, consolidando il legame tra l’agenzia e i grandi attori dell’aerospazio commerciale.

Ma la scelta di Trump, che punta al ritorno alla Casa Bianca nel 2025, sembra riflettere un’intenzione più conservatrice: rafforzare il controllo pubblico sulle grandi missioni spaziali, evitando l’eccessiva influenza di colossi privati come SpaceX o Blue Origin.

Nel frattempo, resta aperta la partita per la leadership della NASA, in un momento chiave per le ambizioni statunitensi nello spazio: dal programma Artemis per il ritorno sulla Luna, ai progetti di esplorazione su Marte, fino alla nuova competizione geopolitica con la Cina e altri attori emergenti. La persona che verrà indicata da Trump – in caso di vittoria alle presidenziali – potrebbe dare una nuova impronta a questa corsa, riportando l’agenzia federale sotto una direzione più tradizionale o, al contrario, scegliendo un profilo innovativo ma politicamente più “neutro”.

In attesa di conoscere il nuovo nome, resta il segnale politico: Trump intende riappropriarsi con forza della narrazione spaziale americana, facendo della conquista dell’orbita un tassello identitario del suo progetto di “America First”, anche tra le stelle.

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