Tajani difende l’Europa e replica a Salvini: “Retorica anti-Ue non mi appartiene, grazie all’Europa esportiamo per 220 miliardi”
CITTÀ DEL MESSICO – Un’Europa da difendere, non da attaccare. Antonio Tajani, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, risponde con toni fermi ma istituzionali a Matteo Salvini e alla sua retorica euroscettica. Durante una visita ufficiale in Messico, il titolare della Farnesina ha commentato le dichiarazioni del leader della Lega in merito alle trattative tra Bruxelles e Washington sulla questione dazi, sottolineando la centralità dell’Unione Europea nelle politiche commerciali italiane.
“Il Trattato e le norme dicono che a trattare con gli Stati Uniti è l’Unione Europea – ha spiegato Tajani – quindi io lavoro per aiutare l’Unione a raggiungere il miglior risultato possibile.” Una posizione chiara, che non lascia spazio a interpretazioni: la diplomazia italiana intende muoversi all’interno del perimetro comunitario, rafforzando la voce collettiva dell’Europa, non indebolendola.
Il vicepresidente del Consiglio ha poi marcato con decisione la distanza dal linguaggio polemico che spesso caratterizza il fronte sovranista: “Non mi ha mai convinto la retorica anti-europeista. Sono un convinto europeista e credo che l’Italia sia meglio protetta all’interno dell’Unione”.
Tajani ha ricordato anche i vantaggi concreti dell’integrazione economica europea: “Non dimentichiamoci che 220 miliardi di beni vengono esportati grazie al mercato interno. Senza l’Europa non avremmo questa forza sui mercati internazionali”.
Le parole del ministro arrivano in un momento delicato per l’Europa, alle prese con tensioni commerciali crescenti e alla vigilia di un possibile nuovo capitolo nei rapporti economici transatlantici. Le dichiarazioni di Salvini, che aveva espresso dubbi sulla linea negoziale della Commissione, sono state interpretate come un ulteriore segnale di frizione interna alla maggioranza, soprattutto in vista delle elezioni europee.
Ma Tajani, pur senza entrare direttamente in polemica, ha voluto ribadire un principio politico che lo contraddistingue da sempre: “L’Europa è la casa comune dove l’Italia può contare di più. Indebolirla significa indebolire anche noi stessi”.
Un messaggio che, tra le righe, sembra diretto anche agli alleati di governo.
