23 Ottobre 2026, venerdì
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G7 Finanze: “Pronti a nuove sanzioni, la Russia cessi il fuoco o subirà la massima pressione”

Dalla riunione ministeriale in Canada arriva un monito chiaro a Mosca: se non si apre alla pace, il blocco occidentale è pronto ad alzare il livello dello scontro economico.

Ottawa – Il messaggio è forte, inequivocabile e condiviso da tutte le maggiori economie del pianeta: se la Russia non accetterà un cessate il fuoco in Ucraina, il G7 è pronto a intensificare la pressione economica e diplomatica su Mosca. A sancirlo è il comunicato congiunto diffuso al termine della riunione dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali del G7, riunitisi in Canada per affrontare le principali sfide economiche globali.

Nel documento ufficiale, i Paesi membri – Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti, insieme all’Unione Europea – condannano con fermezza “la continua e brutale guerra di aggressione condotta dalla Russia contro l’Ucraina”. Una guerra che, sottolineano, continua a provocare instabilità globale, sofferenze umanitarie e sconvolgimenti nei mercati energetici e alimentari.

“Qualora non si giungesse a un accordo per un cessate il fuoco – si legge nella nota – continueremo a esplorare tutte le opzioni disponibili per aumentare la pressione sulla Russia, inclusi ulteriori rafforzamenti del regime sanzionatorio.” Il riferimento è a nuove misure economiche che potrebbero colpire settori finora risparmiati o rafforzare i controlli sull’elusione delle sanzioni esistenti.

L’approccio del G7 appare sempre più coeso e orientato a una strategia di lungo periodo: isolare economicamente la Russia fino a quando non si dimostrerà disposta a intraprendere un percorso negoziale credibile. Allo stesso tempo, i ministri delle Finanze ribadiscono il pieno sostegno all’Ucraina, sia in termini di aiuti economici diretti sia attraverso il congelamento dei beni russi da utilizzare in futuro per la ricostruzione del Paese invaso.

Con questo comunicato, i leader finanziari del G7 non solo rinnovano l’unità del fronte occidentale contro l’invasione russa, ma lanciano anche un segnale preciso: la diplomazia resta aperta, ma la finestra per Mosca si sta rapidamente chiudendo.

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