Roma – Con un’operazione di riallocazione da oltre un miliardo di euro, il governo rivede in profondità la distribuzione delle risorse del Pnrr. La Cabina di Regia ha approvato una nuova versione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, modificando destinazioni chiave degli investimenti europei per rispondere, secondo l’esecutivo, a mutate esigenze e tempistiche di realizzazione.
Nel dettaglio, quasi 600 milioni di euro inizialmente destinati alla realizzazione di infrastrutture per la ricarica elettrica verranno dirottati su un nuovo programma di incentivi per la rottamazione di veicoli inquinanti. L’obiettivo dichiarato è favorire l’acquisto di auto a zero emissioni, con un’attenzione particolare alle famiglie a basso reddito, per le quali saranno previsti bonus rafforzati. Si tratta, si legge nella proposta di revisione, di “un intervento di sostituzione del parco veicolare che punta su equità sociale e accelerazione della transizione ecologica”.
Ma non è l’unico cambiamento. Un’ulteriore modifica riguarda l’idrogeno destinato all’industria ad alte emissioni, il cosiddetto comparto “hard-to-abate”. Qui vengono sottratti circa 640 milioni di euro per essere investiti nello sviluppo del biometano, con l’obiettivo di incentivare la produzione da rifiuti e favorire l’economia circolare. Il valore complessivo di questa misura – sottolinea la revisione – ammonta a 1,2 miliardi, senza impatto sulla dotazione complessiva del Piano.
Novità anche sul fronte dei trasporti ferroviari. Alcuni investimenti sono stati rimodulati a causa di “cause di forza maggiore” che renderebbero irrealizzabili le opere entro il termine tassativo del giugno 2026. Le tratte originariamente previste saranno sostituite con nuove linee, considerate strategiche ma già cantierabili o in stato avanzato di progettazione.
A fare il punto sull’andamento generale è il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, che ha sottolineato come queste modifiche si concentrino sulla settima rata del Piano – quella attualmente sotto esame da parte della Commissione europea – ma abbiano effetti anche sulle fasi successive. “Con il pagamento della settima rata – ha dichiarato Foti – sarà confermato il primato europeo dell’Italia nell’attuazione del Pnrr, con 140 miliardi già ricevuti, pari al 72% della dotazione complessiva, e circa il 55% degli obiettivi realizzati in termini di performance”.
La revisione, pur mantenendo invariata la struttura finanziaria complessiva del Piano, rappresenta un ribilanciamento strategico che punta a migliorare l’efficienza attuativa e l’impatto ambientale degli investimenti. Ma apre anche un nuovo fronte di dibattito: se da un lato si punta sull’auto elettrica e sul biometano come leve per la decarbonizzazione, dall’altro si ridimensionano due settori chiave della transizione ecologica – ricarica elettrica e idrogeno – che restano comunque centrali nelle strategie europee. La sfida, ora, sarà mantenere il ritmo e rispettare le scadenze.
