23 Ottobre 2026, venerdì
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Addio a Nichi Grauso, pioniere dell’informazione digitale italiana

Dalle radio libere all’era del web: l’editore cagliaritano che portò la Sardegna al centro dell’innovazione mediatica.

È morto a 76 anni Nicola “Nichi” Grauso, tra i primi a credere nella rivoluzione digitale dell’informazione in Italia. Fondatore di Radiolina, Videolina, del sito dell’Unione Sarda e del primo provider Internet nazionale, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’editoria.

CAGLIARI – Visionario, imprenditore, editore, pioniere. Con la scomparsa di Nichi Grauso, avvenuta dopo una lunga malattia, la Sardegna e l’Italia intera perdono una delle figure più carismatiche e anticipatrici dell’informazione contemporanea. Aveva 76 anni, e alle sue intuizioni si devono alcune delle più audaci innovazioni mediatiche italiane, dalle radio libere fino al web.

Dalla voce libera dell’etere all’informazione in rete
Era il 1975 quando Grauso lanciava Radiolina, una delle prime radio private del Paese, un gesto che contribuì a incrinare il monopolio della Rai e a liberare le onde sonore regionali. Pochi mesi dopo nasceva Videolina, la prima televisione privata della Sardegna, che in breve divenne un pilastro dell’informazione isolana.

Nel 1985 il passo decisivo: l’acquisto de L’Unione Sarda, storico quotidiano dell’Isola. Ma fu nel 1994 che Grauso cambiò davvero il corso della storia editoriale italiana, portando il giornale online con unionesarda.it. Era il primo quotidiano europeo sul web e il secondo al mondo, dopo il Washington Post. Un primato che ancora oggi lo inserisce tra i precursori dell’informazione digitale.

Video On Line, la rete che partiva dalla Sardegna
Nel cuore degli anni Novanta, Grauso si spinse oltre fondando Video On Line, il primo provider globale di Internet in Italia. L’obiettivo? Portare la rete ovunque, dai paesi della Barbagia ai centri urbani cinesi. “Abbiamo fatto un tour del web in oltre 40 nazioni”, amava ricordare, sottolineando l’ambizione internazionale di un progetto nato in periferia ma pensato per il mondo.

Un impegno senza confini: tra Polonia, politica e stampa gratuita
Nei primi anni Duemila, Grauso si trasferì in Polonia dove rilevò in compartecipazione Zycie Warszawy, importante quotidiano di Varsavia, e fondò il canale televisivo Polonia 1. Tornato in Italia, nel 2004 creò Epolis, un quotidiano gratuito distribuito in decine di città italiane, con sede a Cagliari: un esperimento editoriale che mescolava innovazione, prossimità e accessibilità.

Non mancò l’impegno diretto in politica: nel 1997 fondò il Nuovo Movimento ed entrò nel Consiglio regionale della Sardegna. L’anno successivo si candidò alla carica di sindaco di Cagliari. La sua visione non si fermava al presente, come dimostrò nel 2010 con la proposta, controversa e simbolica, di costruire una moschea nel parco archeologico di Tuvixeddu: “Un segno di pace”, disse allora.

L’ultima battaglia e l’eredità morale
Negli ultimi anni Grauso aveva parlato pubblicamente della sua malattia, denunciando con lucidità e coraggio le lacune del sistema sanitario sardo. Le sue riflessioni, spesso acute e amare, restituivano l’immagine di un uomo che non aveva mai smesso di interrogarsi sul senso delle sue scelte, anche in ambito tecnologico: “La rete doveva essere liberatoria. In parte lo è stata. Ma oggi è altro. E sbaglio, lo so, se compro un posacenere su Amazon invece che nel negozio sotto casa”.

Una visione che ha anticipato i tempi
Con la morte di Nichi Grauso se ne va uno dei grandi innovatori dell’informazione italiana. La sua eredità vive nelle aziende che ha fondato, nei professionisti che ha formato, nelle idee che ha seminato. Rimane l’esempio di un uomo che ha saputo vedere oltre l’orizzonte, spingendo un’isola come la Sardegna al centro di una trasformazione epocale. Una figura difficile da incasellare, come tutte quelle che, con coraggio e genio, riescono a cambiare davvero il mondo che li circonda.

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