4 Ottobre 2026, domenica
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Omicidio Carol Maltesi, ergastolo a Davide Fontana: la Corte d’Appello riconosce la premeditazione

Sentenza definitiva nel processo bis: il delitto fu pianificato. L’ex compagno della giovane donna uccisa a Rescaldina sconterà il carcere a vita.

MILANO – È ergastolo per Davide Fontana, l’uomo accusato dell’efferato omicidio dell’ex compagna Carol Maltesi, avvenuto l’11 gennaio 2022 a Rescaldina, in provincia di Milano. La Corte d’Appello del capoluogo lombardo, nel processo d’appello bis, ha accolto la richiesta dell’accusa, riconoscendo l’aggravante della premeditazione e condannando il bancario 44enne al massimo della pena.

Una decisione che riscrive l’esito del primo grado e della precedente pronuncia di secondo grado, quando Fontana era stato condannato a 30 anni di reclusione, senza il riconoscimento della premeditazione. La Procura Generale aveva impugnato quella sentenza, ritenendola non congrua rispetto alla gravità del crimine, sostenendo che l’omicidio fosse stato “accuratamente pianificato”.

Un delitto efferato

Carol Maltesi, giovane madre e attrice, fu uccisa e brutalmente fatta a pezzi da Fontana, che con lei aveva avuto una relazione sentimentale. Il corpo della donna fu trovato in un dirupo nella zona di Borno, in Val Camonica, mesi dopo la scomparsa. L’assassino aveva provato a sviare le indagini, celando il delitto e spacciandosi per la vittima tramite messaggi inviati dal telefono di Carol per settimane.

Secondo i giudici, non si è trattato di un impulso improvviso, ma di un’azione lucidamente studiata, portata avanti con freddezza e determinazione. La ricostruzione investigativa, suffragata da elementi documentali e testimonianze, ha infatti messo in luce come Fontana avesse preparato in anticipo strumenti e modalità con cui poi ha tolto la vita alla donna.

La parola fine

La sentenza odierna segna la conclusione giudiziaria di uno dei casi di cronaca più sconvolgenti degli ultimi anni, che aveva colpito profondamente l’opinione pubblica per la violenza, l’inganno e l’apparente normalità del carnefice, descritto come persona insospettabile.

Con il riconoscimento della premeditazione, la giustizia ribadisce la necessità di una risposta ferma e simbolicamente potente a crimini che travolgono non solo vite individuali, ma anche la fiducia collettiva nei rapporti umani e nell’istituzione della giustizia stessa.

Fontana dovrà ora scontare la pena dell’ergastolo, senza alcuna possibilità, almeno per i prossimi decenni, di misure alternative alla detenzione. Una pena che – pur non potendo restituire la vita a Carol – rappresenta il punto fermo di una verità giudiziaria attesa e, per molti, doverosa.

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