15 Agosto 2026, sabato
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“Petrolio dorato”: maxi operazione dei Carabinieri contro traffico illecito di oli esausti

Undici misure cautelari, sequestri e perquisizioni in quattro regioni. Al centro dell’inchiesta un business milionario sul biodiesel con ramificazioni internazionali.

Un’operazione di ampia portata è in corso da questa mattina su tutto il territorio nazionale. I Carabinieri del Gruppo per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica (T.A.S.E.) di Venezia, in coordinamento con i reparti territoriali dell’Arma e con il supporto operativo del 7° Nucleo Elicotteri di Pontecagnano, stanno eseguendo un provvedimento cautelare emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna nell’ambito dell’inchiesta denominata “Petrolio dorato”, condotta tra il 2021 e il 2022 dai Nuclei Operativi Ecologici di Bologna, Treviso e Venezia e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo del capoluogo emiliano.

L’indagine ha permesso di far emergere l’esistenza di un’organizzazione strutturata che, attraverso società regolarmente autorizzate alla raccolta di oli vegetali esausti, avrebbe accumulato ingenti profitti illeciti. Il meccanismo ruotava attorno alla raccolta e alla rivendita di questo prezioso rifiuto, utilizzato come materia prima nella produzione di biodiesel, in violazione della normativa ambientale.

Ventiquattro gli indagati, tra cui 22 persone fisiche e 2 società, accusati, a vario titolo, di reati gravi: associazione per delinquere, traffico illecito di rifiuti, favoreggiamento personale, falsità ideologica e abuso d’ufficio. Le condotte criminali si sarebbero svolte principalmente in Emilia-Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige e Campania, con diramazioni in numerosi paesi europei ed extraeuropei.

L’operazione, che ha visto anche il coinvolgimento di Europol per la cooperazione internazionale di polizia, ha accertato la presenza di attività economiche controllate dagli indagati in Grecia e Spagna, con rapporti commerciali estesi a Austria, Belgio, Ungheria, Bulgaria, Slovacchia, Malta e Libia.

Accogliendo la richiesta della Procura, il GIP ha disposto 11 misure cautelari: 5 arresti domiciliari, 3 obblighi di dimora e 3 divieti di esercitare attività imprenditoriali o incarichi direttivi in aziende attive nel settore del trattamento rifiuti. Inoltre, è stato ordinato il sequestro preventivo delle strutture societarie e aziendali delle due imprese al centro dell’indagine.

Contestualmente, i Carabinieri stanno eseguendo 17 perquisizioni personali e locali, nonché 17 ispezioni ambientali in impianti di raccolta e trattamento di oli esausti, per verificare eventuali ulteriori violazioni.

Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari. È doveroso ricordare che, nonostante la gravità degli indizi raccolti, tutti gli indagati sono da ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva, nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza.

L’inchiesta rappresenta uno dei filoni investigativi più significativi nel settore della green economy deviata, dove il confine tra legalità e crimine organizzato diventa sempre più sottile e dove l’interesse per il profitto rischia di compromettere tutela ambientale e legalità economica.

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