BERLINO – Un nuovo allarme per la sicurezza interna scuote la Germania: quattro leader di un’organizzazione eversiva di estrema destra sono stati arrestati questa mattina, in un’operazione coordinata dalle forze di sicurezza tedesche che ha coinvolto centinaia di agenti in varie regioni del Paese. Al centro dell’inchiesta c’è il gruppo complottista e sovranista che si autodefinisce “Regno di Germania” – un’entità para-statale fondata su teorie negazioniste e antidemocratiche, da anni nel mirino delle autorità.
A confermare l’operazione è stato il ministero dell’Interno tedesco, che ha parlato di un’importante azione preventiva per contrastare minacce concrete all’ordine costituzionale. Tra gli arrestati figura anche Peter Fitzek, l’ex imprenditore e guru del movimento, che nel 2012 aveva proclamato la nascita del suo “Regno” a Wittenberg, nell’ex Germania dell’Est, dichiarandosi sovrano di un’entità indipendente e illegale.
Il “Regno di Germania”: ideologia pericolosa e reclutamento online
Il movimento, che si rifà all’ideologia dei Reichsbürger (“cittadini del Reich”), non riconosce la Repubblica Federale Tedesca come uno Stato legittimo e contesta la validità dell’ordinamento democratico nato dopo il 1949. Secondo il ministero dell’Interno, il gruppo conterebbe oggi circa 6.000 seguaci, molti dei quali radicalizzati attraverso una massiccia attività di propaganda via internet, seminari pseudo-giuridici e pubblicazioni alternative.
Nel corso dell’operazione sono state perquisite numerose abitazioni e sedi collegate al movimento, con il sequestro di documenti, apparecchiature informatiche e materiali di propaganda. Le autorità stanno anche verificando eventuali legami con altri gruppi estremisti o focolai di radicalizzazione presenti nel Paese.
Accuse pesanti: associazione eversiva e incitamento alla sovversione
I quattro arrestati sono accusati a vario titolo di associazione sovversiva, incitamento all’odio, tentativi di sostituzione dell’ordine legale e minaccia alla sicurezza dello Stato. Le indagini, coordinate dall’ufficio federale per la protezione della Costituzione e dalle procure regionali, sono ancora in corso, ma secondo fonti giudiziarie gli inquirenti ritengono di aver colpito il cuore organizzativo del gruppo.
Peter Fitzek, già noto alle cronache per le sue posizioni antistato e per aver tentato di creare un sistema parallelo di passaporti, moneta e persino strutture sanitarie, era stato già condannato in passato per frode fiscale e violazioni bancarie. La sua figura resta però altamente simbolica per l’ultradestra tedesca, che lo considera un punto di riferimento nella retorica anti-governativa.
Il governo: “Nessuna tolleranza verso i nemici della democrazia”
Il ministro dell’Interno Nancy Faeser ha commentato l’operazione definendola “una risposta netta e necessaria contro chi cerca di minare le fondamenta democratiche della nostra nazione”. Ha poi aggiunto: “Non c’è spazio per ideologie antisemite, complottiste o antidemocratiche. Le autorità continueranno a vigilare con il massimo rigore”.
Negli ultimi anni, la Germania ha intensificato le attività di contrasto ai gruppi estremisti interni, in particolare quelli legati alla galassia Reichsbürger e ai movimenti no-vax e anti-sistema che si sono rafforzati durante la pandemia.
Un fenomeno in crescita e un fronte aperto per l’intelligence
Secondo gli esperti dell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (BfV), il fenomeno dei Reichsbürger non va sottovalutato: pur frammentato, si nutre di una retorica pervasiva e di un forte risentimento sociale, riuscendo a reclutare adepti tra ex militari, impiegati pubblici e cittadini comuni. Le autorità temono una deriva violenta, anche in seguito a episodi recenti che hanno visto membri del movimento coinvolti in attentati, minacce armate e piani di colpi di Stato sventati all’ultimo momento.
La Germania, nel frattempo, continua a ribadire il suo impegno nel difendere lo Stato di diritto da chi ne nega l’esistenza. E lo fa, ancora una volta, con i mezzi della legge e della democrazia.
