9 Ottobre 2026, venerdì
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Gaza, Netanyahu annuncia nuova offensiva: “Entreremo con tutta la nostra forza”

Nonostante la liberazione del soldato americano-israeliano Edan Alexander, il premier israeliano conferma l’intenzione di intensificare l’operazione militare. Washington impone nuove sanzioni a Teheran per il programma nucleare.

Di fronte alla crescente pressione internazionale e alla liberazione di Edan Alexander, primo soldato israeliano vivo a tornare dall’inferno di Gaza, il governo israeliano non modifica la sua strategia. Il premier Benjamin Netanyahu ha dichiarato che nei prossimi giorni l’esercito “entrerà con tutta la sua forza” nella Striscia, annunciando una nuova fase dell’offensiva militare che promette di essere più intensa e determinata.

“Non ci sono le condizioni per fermare la guerra,” ha spiegato Netanyahu in un discorso trasmesso ieri sera, ribadendo che il rilascio di un ostaggio, seppur significativo, non è sufficiente a rivedere i piani operativi già avviati.

Edan Alexander, 21 anni, cittadino con doppia nazionalità israeliana e americana, era stato rapito da Hamas durante l’attacco del 7 ottobre 2023. La sua liberazione è avvenuta nel settore settentrionale di Khan Yunis, nel sud della Striscia. Le prime testimonianze, riportate dall’emittente pubblica israeliana Kan, parlano di torture fisiche, lunghi periodi in catene e condizioni di detenzione disumane.

Il caso Alexander ha suscitato forte emozione sia in Israele che negli Stati Uniti, ma Tel Aviv rimane determinata: “La nostra priorità resta la distruzione della capacità militare di Hamas e il ritorno di tutti gli ostaggi,” ha ribadito Netanyahu.

Parallelamente, sul fronte diplomatico, gli Stati Uniti hanno annunciato una nuova tornata di sanzioni contro l’Iran. Il Dipartimento del Tesoro ha colpito individui e entità coinvolti nello sviluppo del programma nucleare di Teheran, accusato di sostenere Hamas e di destabilizzare l’area. “L’Iran continua a rappresentare una minaccia per la sicurezza regionale,” ha dichiarato il segretario di Stato Antony Blinken, sottolineando il legame tra il supporto iraniano ai gruppi armati e l’inasprimento delle tensioni in Medio Oriente.

Il conflitto a Gaza, iniziato dopo l’attacco del 7 ottobre, ha già provocato migliaia di vittime e una crisi umanitaria di proporzioni drammatiche. Tuttavia, le parole di Netanyahu indicano una prosecuzione della linea dura, con l’obiettivo dichiarato di smantellare l’infrastruttura di Hamas “fino all’ultimo bunker”.

In un contesto internazionale sempre più polarizzato, la Striscia di Gaza si prepara dunque a una nuova escalation, mentre il fragile equilibrio della regione appare ancora lontano da una soluzione politica.

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