15 Agosto 2026, sabato
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USA e Cina sospendono i dazi per 90 giorni, Trump rivendica successi in politica estera

Accordo commerciale tra Washington e Pechino: riduzione reciproca dei dazi. Il presidente USA annuncia misure per abbassare i costi dei farmaci negli Stati Uniti e accusa l'Europa sulle politiche sanitarie.

In un colpo di scena che potrebbe segnare una svolta nelle relazioni commerciali internazionali, gli Stati Uniti e la Cina hanno annunciato una sospensione temporanea dei loro dazi doganali reciproci per un periodo di 90 giorni, a partire dal 14 maggio. L’accordo, reso noto tramite un comunicato congiunto a Ginevra, arriva dopo mesi di tensioni commerciali e segna un passo significativo verso la distensione delle reciproche politiche tariffarie.

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha precisato che l’intesa prevede una riduzione sostanziale dei dazi. In particolare, Washington abbasserà le sue tariffe doganali dal 145% al 30%, mentre Pechino farà altrettanto, riducendo i dazi sulle importazioni americane dal 125% al 10%. Secondo la Casa Bianca, questo accordo rappresenta una “vittoria per gli Stati Uniti”, con l’amministrazione Trump che punta a rafforzare la propria posizione commerciale in Asia, promuovendo la competitività delle aziende statunitensi.

Nel corso di una dichiarazione alla stampa, il presidente Donald Trump ha sottolineato il valore dell’accordo, ma ha anche ribadito le sue politiche aggressive nei confronti di altre nazioni, accusando l’Unione Europea di “brutalità” verso le aziende farmaceutiche americane. “L’Europa ha trattato le nostre aziende in maniera crudele”, ha dichiarato Trump, facendo riferimento alle normative sanitarie e fiscali che, secondo il presidente, penalizzano le industrie farmaceutiche degli Stati Uniti.

Il leader della Casa Bianca ha poi aggiunto che, grazie ai suoi interventi, è stato evitato un conflitto nucleare tra India e Pakistan, esaltando il suo ruolo di mediatore nella crisi che ha minacciato la stabilità dell’Asia meridionale. “Ho impedito che scoppiasse una guerra nucleare tra India e Pakistan, un risultato che nessun altro presidente avrebbe potuto ottenere”, ha detto Trump, concludendo che le sue politiche di diplomazia e di pressione economica stanno producendo risultati concreti.

In un’altra dichiarazione, il presidente ha annunciato un ordine esecutivo mirato ad abbassare i prezzi dei farmaci negli Stati Uniti, sostenendo che, se da un lato l’Europa dovrà “pagare un po’ di più”, il resto del mondo, compresa l’America, vedrà una riduzione dei costi. “Sui farmaci, l’Europa dovrà pagare di più, il resto del mondo dovrà pagare di più e gli Stati Uniti pagheranno di meno”, ha detto Trump, aggiungendo che l’iniziativa mira a rendere i medicinali più accessibili per i cittadini americani, che attualmente affrontano alcuni dei costi più elevati al mondo per le prescrizioni.

Il quadro complessivo delineato da Trump si inserisce in una strategia più ampia che mira a ridurre il deficit commerciale degli Stati Uniti, rafforzare l’industria nazionale e ottenere un miglior trattamento per le aziende americane in un contesto globale sempre più competitivo. Il recente accordo con la Cina, quindi, appare come un importante passo in questa direzione, anche se la strada per una vera e propria normalizzazione dei rapporti economici tra le due superpotenze resta lunga e piena di incognite.

Con l’annuncio dell’accordo sui dazi e le nuove iniziative sui farmaci, Trump sta cercando di consolidare il suo supporto interno, puntando su risultati tangibili in un anno elettorale cruciale. Tuttavia, le politiche internazionali e commerciali degli Stati Uniti potrebbero continuare a suscitare reazioni contrastanti a livello globale, soprattutto in Europa, dove le critiche alle misure di Trump, e alle sue posizioni verso le alleanze tradizionali, sono cresciute negli ultimi anni.

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