Diplomazia e Difesa: Kiev si apre al dialogo, l’Ue vara una nuova strategia industriale militare
Un nuovo capitolo potrebbe aprirsi nella guerra in Ucraina, con una duplice svolta: da un lato l’ipotesi concreta di un vertice bilaterale tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin, dall’altro la nascita di una task force congiunta tra Unione europea e Kiev per l’integrazione delle rispettive industrie della Difesa. Segnali che, seppur ancora fragili, indicano una possibile direzione verso il dialogo.
La data cerchiata in rosso è il 15 maggio. Istanbul è pronta ad accogliere il primo faccia a faccia diretto tra i due leader dal 2022. A confermare la disponibilità è stato lo stesso presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, che ha offerto il proprio ruolo di mediatore. Un’apertura subito raccolta da Zelensky, che ha dichiarato: “Aspetterò Putin giovedì a Istanbul. Personalmente. Spero che questa volta i russi non cerchino scuse. È il momento di un cessate il fuoco completo e duraturo, a partire da lunedì.”
Anche da Mosca è arrivato un segnale inatteso: il Cremlino ha proposto di riprendere i negoziati nella città sul Bosforo, suggerendo che un nuovo round di colloqui possa portare a un cessate il fuoco più esteso. La tregua temporanea di 72 ore, dichiarata unilateralmente dalla Russia in occasione dell’80° anniversario della vittoria nella Seconda guerra mondiale, si è intanto conclusa, e con essa sono ripresi gli attacchi su diverse città ucraine.
Sul fronte diplomatico, la comunità internazionale guarda con attenzione al possibile summit. L’ex presidente americano Donald Trump, tornato a influenzare il dibattito sulla politica estera in vista delle presidenziali, ha commentato: “L’Ucraina accetti i negoziati in Turchia, è l’unico modo per capire se un accordo è davvero possibile.”
Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz, tramite il leader CDU Friedrich Merz, parlano di “un primo passo positivo, ma ancora non sufficiente”. L’inviato speciale del presidente americano per l’Ucraina, Keith Kellog, è stato più netto: “Serve subito un cessate il fuoco incondizionato di 30 giorni per poter avviare una trattativa seria.”
In parallelo, Bruxelles ha annunciato l’istituzione di una task force interistituzionale Ue-Ucraina per l’integrazione industriale nel settore della Difesa. L’obiettivo, secondo quanto spiegato dalla portavoce per gli Affari esteri della Commissione europea Anitta Hipper, è favorire “la creazione di progetti comuni, l’interoperabilità e gli appalti congiunti” tra gli Stati membri e Kiev. Una mossa strategica che mira a consolidare l’autonomia militare dell’Ucraina nel lungo periodo, ma anche a rendere più efficiente il sostegno logistico e tecnologico da parte dell’Unione.
La settimana che si apre sarà quindi decisiva: da un lato la diplomazia tenterà di riaccendere il dialogo con il vertice di Istanbul, dall’altro la cooperazione Ue-Ucraina nel settore della Difesa potrebbe porre le basi per una nuova fase del conflitto, più equilibrata sul piano delle risorse e delle capacità strategiche. Ma il nodo cruciale, come ribadito da Stati Uniti e Unione europea, resta uno: serve una tregua immediata, credibile e verificabile.
