6 Ottobre 2026, martedì
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A tutte le madri del mondo: tra amore, sacrificio e guerra

Nel giorno della Festa della Mamma, un ricordo commosso va anche alle madri vittime dei conflitti in Ucraina e Gaza. Il Coordinamento Nazionale Docenti di Diritti Umani: “Il loro sacrificio sia monito e guida verso un futuro di pace”

In occasione della Festa della Mamma, il pensiero non può limitarsi alla dimensione privata e affettiva, pur fondamentale, di questa ricorrenza. Oggi più che mai, è necessario ampliare lo sguardo e rivolgere un omaggio universale a tutte le madri del mondo: a quelle che ogni giorno si prendono cura dei propri figli con amore, forza e dedizione, e a quelle che, nei teatri di guerra, hanno perso la vita lasciando dietro di sé figli orfani e comunità lacerate.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), attraverso le parole del suo presidente, il professor Romano Pesavento, dedica questa giornata alle madri cadute nei conflitti contemporanei, vittime innocenti di violenze cieche e sistematiche. Due le emergenze umanitarie più gravi che richiamano l’attenzione: la guerra in Ucraina e la crisi in corso nella Striscia di Gaza.

Secondo le stime più recenti, il conflitto in Palestina ha già provocato oltre 70.000 morti, con un drammatico 59% delle vittime costituito da donne, bambini e anziani. Dal solo inizio dell’offensiva israeliana, si contano almeno 41.272 palestinesi uccisi e più di 95.000 feriti. Un bilancio che non è solo numerico, ma profondamente umano: dietro ogni cifra, una madre, una famiglia distrutta, un futuro negato.

Anche l’Ucraina continua a pagare un prezzo altissimo. I bombardamenti sulle aree civili hanno seminato morte e devastazione, facendo crescere di giorno in giorno il numero delle vittime. Madri uccise nelle loro case, per strada, mentre cercavano riparo o soccorso, lasciano un vuoto incolmabile nelle vite dei propri cari e nelle comunità a cui appartenevano.

“Non possiamo restare indifferenti davanti a questo dolore”, sottolinea il professor Pesavento. “Troppe madri sono state falciate da attacchi indiscriminati e privazioni estreme. Il loro sacrificio deve interrogarci e spingerci a rinnovare l’impegno per la pace, la tutela dei diritti umani e la protezione delle donne nei contesti di conflitto.”

Il CNDDU invita le istituzioni nazionali e internazionali a non voltare lo sguardo, ma a rafforzare gli strumenti di protezione, assistenza e ricostruzione destinati alle donne e alle madri vittime di guerra. Garantire loro sicurezza, dignità e futuro è un dovere imprescindibile della comunità globale.

Nel giorno in cui si celebra la maternità come simbolo di vita, accoglienza e speranza, ricordare le madri che non ci sono più non è solo un atto di memoria, ma un gesto politico e civile. Il loro nome, il loro volto, il loro amore strappato alla vita devono diventare guida per costruire un domani in cui nessuna madre debba più morire per la guerra.

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