13 Ottobre 2026, martedì
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Bruxelles arma la resistenza: un miliardo di euro all’industria bellica ucraina dai beni russi congelati

L’Unione Europea sblocca i proventi degli asset russi per finanziare direttamente le imprese di difesa di Kiev. Kallas: “L’Ucraina deve potersi difendere meglio”

L’Unione Europea compie un passo storico nella sua strategia di sostegno all’Ucraina, stanziando un miliardo di euro ricavati dai profitti degli asset russi congelati per finanziare direttamente l’industria della difesa ucraina. L’annuncio è arrivato da Leopoli, per bocca dell’Alta rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza, Kaja Kallas.

«Abbiamo appena approvato un pacchetto da un miliardo di euro destinato all’industria bellica ucraina, affinché il Paese possa rafforzare la propria capacità di difesa», ha dichiarato la diplomatica estone. Il fondo, proveniente dagli introiti generati dagli oltre 200 miliardi di euro in beni della Banca Centrale russa bloccati in Europa dopo l’inizio dell’invasione, rappresenta una svolta nell’utilizzo delle risorse congelate per finalità militari.

Si tratta della prima iniziativa concreta in cui i frutti finanziari degli asset russi vengono reinvestiti direttamente nella macchina bellica di Kiev. Una decisione che, seppur discussa da mesi tra i Ventisette, fino a oggi aveva incontrato resistenze politiche e legali, specialmente da parte dei paesi più prudenti circa l’uso dei beni sequestrati a Mosca.

Il denaro sarà impiegato per sostenere la produzione di armamenti, munizioni e tecnologie militari da parte delle imprese ucraine, molte delle quali operano oggi sotto costante minaccia e in condizioni logistiche estreme. «Questo fondo è un segnale politico chiaro: l’Europa non solo resta al fianco dell’Ucraina, ma intende rafforzarne la capacità autonoma di difesa», ha sottolineato Kallas.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio contesto di una crescente militarizzazione del sostegno europeo a Kiev, mentre la guerra entra nel suo terzo anno con una Russia ancora ben lontana da una ritirata e un’Ucraina che fatica a mantenere il ritmo delle forniture belliche occidentali.

Oltre al valore economico, il fondo assume anche un forte significato simbolico: trasformare le ricchezze russe in strumenti di difesa per la nazione aggredita. Una risposta che, nel linguaggio diplomatico dell’UE, vuole dimostrare la determinazione a non permettere che l’aggressione di Mosca rimanga impunita – né sul campo di battaglia né sui mercati finanziari.

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