5 Ottobre 2026, lunedì
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La violenza che non si vuole vedere: cartelloni vandalizzati a Napoli

Vernice rossa, striscioni e accuse ideologiche. Ma la libertà di espressione non può essere selettiva.

Nella notte del 3 maggio, a Napoli, numerosi cartelloni affissi regolarmente nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione contro la violenza sugli uomini sono stati vandalizzati con vernice rossa e coperti da striscioni a contenuto ideologico. L’iniziativa, promossa dall’avvocato Angelo Pisani attraverso l’associazione “Potere ai Diritti”, il portale 1523.it e il progetto LUUV – Lega Uomini Vittime di Violenza, aveva lo scopo di accendere i riflettori su un tema spesso ignorato: la violenza che colpisce anche uomini, padri, anziani e minori, non solo sul piano fisico, ma anche psicologico, giudiziario ed economico.
L’azione vandalica è stata pubblicata sui social da un gruppo legato all’area dell’Ex OPG – Je so’ pazz, che ha definito la campagna “vergognosa”, sostenendo che essa “alimenta la retorica della vittimizzazione degli uomini”. Nel post si legge:
“Sappiamo bene che la violenza patriarcale danneggia tutti, ma strumentalizzare questo discorso per negare o mettere in secondo piano la violenza maschile contro le donne e le soggettività LGBTQIA+ è un atto irresponsabile e pericoloso. Abbiamo bisogno, invece, che anche i muri parlino di più centri antiviolenza, consultori, sportelli di supporto, percorsi di riabilitazione per chi agisce violenza, educazione affettivo-sessuale nelle scuole. La violenza patriarcale bisogna combatterla dalle radici.”
Resta tuttavia ignota, almeno per ora, l’identità degli esecutori materiali del gesto.
Due visioni a confronto
Da un lato, un gruppo militante che accusa la campagna di distogliere l’attenzione da problematiche sistemiche legate al patriarcato. Dall’altro, l’iniziativa promossa da Pisani, che ribadisce invece l’esigenza di allargare il perimetro del discorso sulla violenza, includendo anche quella subita da uomini e padri in contesti familiari e giudiziari.
«Non si tratta di negare la gravità della violenza contro le donne, ma di affermare che la tutela dei diritti umani non può essere selettiva. Le vittime non hanno genere», come ha sempre affermato Pisani.
I muri devono parlare per tutti
Se davvero – come scrivono gli autori del post – “abbiamo bisogno che anche i muri parlino”, allora è fondamentale che parlino per tutti, e non solo per una parte. La libertà di espressione, in particolare su temi sociali delicati e urgenti come questo, non può essere soffocata da logiche ideologiche o atti intimidatori.
La violenza psicologica, economica e giudiziaria che colpisce molti uomini spesso passa inosservata, nascosta dietro stereotipi di forza e autosufficienza. Ma esiste, ed è reale. Dare voce a queste vittime silenziose non significa mettere in discussione le altre lotte, ma ampliare il raggio della giustizia e dell’ascolto.
In una società che vuole davvero combattere ogni forma di violenza, i muri – e chi li scrive – dovrebbero ricordare che nessuna vittima va cancellata.

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