Pioggia di bombe su Gaza e Siria: almeno 31 morti. Tensione altissima in Medio Oriente
La spirale di violenza in Medio Oriente continua ad alimentare morte e tensioni. Nelle ultime ore, gli attacchi aerei israeliani sulla Striscia di Gaza hanno provocato almeno 31 vittime, secondo quanto riportato da Al Jazeera. L’episodio più grave si è verificato nel campo profughi di Bureij, dove – stando a fonti mediche locali – almeno sette persone hanno perso la vita.
Ma i raid non si sono fermati alla Striscia: l’aviazione israeliana ha colpito anche la Siria, centrando un’area nei pressi del Palazzo del Popolo a Damasco, una delle sedi presidenziali. Secondo l’esercito israeliano, l’azione è stata una risposta preventiva per impedire avanzate delle forze filo-governative siriane verso i villaggi drusi del Sud del Paese, dopo giorni di scontri sanguinosi tra miliziani drusi e forze lealiste. I media siriani filogovernativi hanno confermato che l’attacco ha colpito una collina strategica che sovrasta la capitale.
Trump: “Meno di 24 ostaggi ancora vivi a Gaza”
Intanto, dagli Stati Uniti arrivano parole pesanti. L’ex presidente Donald Trump, durante un discorso alla Casa Bianca in occasione della Giornata nazionale di preghiera, ha dichiarato che il numero degli ostaggi ancora vivi a Gaza sarebbe inferiore a 24. “Inizialmente erano 59. Di recente ho saputo che 24 erano ancora in vita. Ora temo che quel numero sia persino troppo ottimistico”, ha detto, rilanciando l’allarme sulla sorte dei prigionieri nelle mani di Hamas.
Allarme umanitario: “Aiuti al collasso”
Il peggioramento della situazione sul campo sta aggravando anche la crisi umanitaria. La Croce Rossa Internazionale ha lanciato un appello drammatico: l’intervento umanitario a Gaza è “sull’orlo del collasso totale”. La mancanza di corridoi sicuri, la carenza di carburante, acqua e beni essenziali, unita al bombardamento costante, sta rendendo quasi impossibile l’operato delle organizzazioni umanitarie.
Con l’escalation militare su più fronti e il deteriorarsi della situazione umanitaria, la crisi in Medio Oriente sembra avviarsi verso una fase ancora più pericolosa e imprevedibile. Mentre la diplomazia tace, la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto.
