22 Settembre 2026, martedì
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Gerusalemme in fiamme: Hamas incita a “bruciare tutto” e scoppia l’emergenza nazionale

Colline devastate dagli incendi e clima di tensione alle stelle. Il gruppo terroristico diffonde via Telegram un appello incendiario ai palestinesi: "Date fuoco a foreste, campi e abitazioni dei coloni".

Gerusalemme – Dalla mattina di oggi, vasti incendi stanno devastando le colline che circondano Gerusalemme, costringendo le autorità israeliane a dichiarare lo stato di emergenza nazionale. Le fiamme, alimentate dal vento e dalle alte temperature, si sono propagate rapidamente, minacciando aree residenziali, riserve naturali e infrastrutture strategiche.

In un’escalation che rischia di far precipitare ulteriormente la situazione già tesa nella regione, Hamas ha diffuso via Telegram un messaggio incendiario: un appello diretto ai palestinesi affinché “brucino tutto ciò che possono – boschi, foreste, case dei coloni”. Un incitamento esplicito al sabotaggio e alla distruzione, che le autorità israeliane non esitano a definire terrorismo ambientale e strategia di destabilizzazione.

Le immagini che giungono da Gerusalemme mostrano ampie colonne di fumo che oscurano il cielo, mentre i vigili del fuoco, coadiuvati da decine di squadre di emergenza e da unità aeree antincendio, lavorano senza sosta per contenere i roghi. Numerosi villaggi e insediamenti sono stati evacuati per precauzione, mentre l’odore acre della combustione si è ormai diffuso nel centro urbano della città santa.

Fonti della sicurezza israeliana parlano di “incendi dolosi e coordinati”, evidenziando come in più punti si siano sviluppati focolai in rapida successione, in zone distanti tra loro, compatibilmente con una strategia premeditata e diffusa. Le indagini sono in corso per individuare eventuali responsabili diretti e ricostruire la rete dietro agli appelli di Hamas.

La situazione ha fatto scattare l’allerta anche a livello politico. Il governo israeliano ha convocato una riunione d’urgenza del gabinetto di sicurezza, mentre il premier ha condannato duramente l’incitazione di Hamas, definendola “un attacco alla nostra terra, alla nostra popolazione e al nostro futuro”.

Intanto, sui social si moltiplicano messaggi di solidarietà da parte della popolazione israeliana verso le comunità evacuate, mentre volontari si organizzano per portare aiuti a chi ha dovuto lasciare la propria casa. Resta altissima la tensione, sia sul piano della sicurezza che su quello diplomatico.

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