6 Ottobre 2026, martedì
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Mattarella per il Primo Maggio: “Salari inadeguati e morti sul lavoro, ferite aperte per l’Italia”

Nel messaggio per la Festa dei Lavoratori, il Presidente della Repubblica richiama l’urgenza di politiche più eque su retribuzioni, sicurezza e rispetto della dignità del lavoro.

Lavoro, dignità e giustizia sociale: il richiamo del Capo dello Stato nel giorno dedicato ai lavoratori

Nel suo messaggio in occasione del Primo Maggio, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha tracciato un quadro lucido e preoccupato delle sfide ancora aperte nel mondo del lavoro italiano. Dai salari inadeguati al dramma delle morti bianche, dal rispetto dei diritti dei migranti al ruolo centrale del dialogo sociale, il Capo dello Stato ha richiamato l’urgenza di una rinnovata attenzione istituzionale e collettiva.

“I salari insufficienti rappresentano una questione centrale per l’Italia – ha affermato Mattarella –. Sappiamo quanto le retribuzioni incidano sulla riduzione delle disuguaglianze e sull’equa distribuzione dei benefici derivanti dall’innovazione e dal progresso. Troppo spesso, tuttavia, molte famiglie si trovano in difficoltà di fronte all’aumento del costo della vita. Questo è un tema che non può più essere eluso.”

“Equità per tutti, anche per i lavoratori migranti”

Il Presidente ha poi rivolto un appello contro il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori stranieri, sottolineando le gravi disparità salariali che persistono: “Secondo l’OIL, i salari dei migranti risultano inferiori del 25% rispetto a quelli dei lavoratori italiani. Inaccettabile. Serve un contrasto fermo a ogni forma di sfruttamento, come il caporalato. La dignità del lavoro deve valere per tutti, come affermato dall’articolo 36 della Costituzione.”

Ha quindi citato il recente messaggio di Papa Francesco nella benedizione pasquale: “Non venga mai meno il principio di umanità come cardine del nostro agire quotidiano”.

“Morti sul lavoro, una ferita intollerabile”

Il punto più drammatico del discorso ha riguardato le morti sul lavoro, definite da Mattarella una piaga che continua a insanguinare il Paese. “In questi primi mesi dell’anno – ha ricordato – abbiamo già contato centinaia di vittime. Dietro ogni numero, una vita spezzata, una famiglia distrutta. Non possiamo più accettare indifferenza né rassegnazione.”

Il Presidente ha lodato l’iniziativa unitaria dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, che hanno scelto proprio la sicurezza sul lavoro come tema centrale della Festa dei Lavoratori: “Un segnale importante che richiama l’impegno di tutti – istituzioni, imprese, lavoratori – a rafforzare una cultura della prevenzione.”

“Il dialogo sociale è leva di progresso”

Mattarella ha infine ribadito l’importanza strategica del dialogo tra imprese e sindacati, ricordando come nella storia italiana questo confronto abbia portato a conquiste fondamentali, tra cui la costruzione dello Stato sociale: “Investire nel dialogo sociale è sempre conveniente. È uno strumento di progresso civile, sociale ed economico.”

“Attenti ai dazi, minaccia globale anche per l’Italia”

Chiudendo il suo intervento, il Capo dello Stato ha messo in guardia dai rischi derivanti da una recrudescenza della guerra commerciale internazionale: “Il ritorno ai dazi come strumento di pressione può ostacolare il diritto universale alla salute e colpire duramente anche l’economia del nostro Paese. È una minaccia da non sottovalutare.”

Il messaggio del Presidente Mattarella, in un momento storico segnato da trasformazioni profonde e tensioni globali, richiama con forza a un’etica della responsabilità. Il lavoro, ha ricordato, non è solo una leva economica, ma la misura della dignità di una società.

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