Gaza – Le ultime riserve di cibo del Programma Alimentare Mondiale (WFP) sono terminate. In una nota ufficiale, l’agenzia delle Nazioni Unite ha annunciato di aver esaurito tutte le scorte alimentari disponibili nella Striscia di Gaza, territorio ormai al collasso dopo mesi di guerra e blocchi umanitari.
“Oggi, il WFP ha distribuito le sue ultime riserve alimentari alle cucine comunitarie attive nella Striscia di Gaza. Si prevede che queste esauriranno completamente il cibo nei prossimi giorni”, si legge nel comunicato. Il dato è allarmante: queste cucine rappresentano una delle ultime risorse per sfamare migliaia di civili intrappolati in condizioni sempre più disperate.
Dallo scorso 2 marzo, Israele ha imposto un blocco totale all’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia, aggravando ulteriormente una crisi umanitaria già drammatica. Il WFP e altre organizzazioni internazionali da settimane denunciano l’impossibilità di far arrivare beni di prima necessità, tra cui alimenti, acqua potabile e medicinali, nei territori più colpiti.
La popolazione civile, composta in larga parte da donne, bambini e anziani, è allo stremo. La mancanza di cibo sta trasformando la fame in un’arma invisibile ma letale, mentre cresce l’appello delle Nazioni Unite per l’apertura immediata di corridoi umanitari sicuri.
Il WFP, che da anni opera nella regione per combattere l’insicurezza alimentare, lancia un appello urgente alla comunità internazionale: senza un cambio immediato nelle condizioni di accesso agli aiuti, centinaia di migliaia di persone rischiano la carestia.
L’emergenza a Gaza si fa ogni giorno più profonda e, come avvertono le agenzie dell’ONU, senza una svolta diplomatica e un concreto sostegno logistico, le conseguenze umanitarie potrebbero essere catastrofiche e irreversibili.
