7 Ottobre 2026, mercoledì
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Pasqua di dolore e speranza: Papa Francesco invoca pace e denuncia le ingiustizie del mondo

Nel messaggio Urbi et Orbi, il Pontefice chiede il cessate il fuoco a Gaza, pace per l’Ucraina e il Caucaso, e condanna la corsa globale al riarmo. In Vaticano anche il vicepresidente USA J.D. Vance per un breve incontro con il Santo Padre.

In una Piazza San Pietro gremita di fedeli e baciata dal sole pasquale, Papa Francesco si è affacciato dalla Loggia delle Benedizioni per pronunciare – tramite il maestro delle cerimonie monsignor Diego Ravelli – il tradizionale messaggio Urbi et Orbi, il discorso alla città e al mondo. Un appello vibrante, intriso di compassione e fermezza, che richiama alla pace e alla dignità umana in un mondo segnato da guerre, violenze e crescenti disuguaglianze.

Il Pontefice ha voluto rivolgere parole di speranza in un momento storico segnato da “una volontà di morte che si manifesta in ogni angolo del pianeta, dalle zone di conflitto alle mura domestiche”. Il suo pensiero è andato alle vittime della violenza, in particolare donne, bambini, migranti e persone vulnerabili, troppo spesso relegate ai margini della società.

“Quanta violenza vediamo anche nelle famiglie, nei confronti delle donne o dei bambini! Quanto disprezzo si nutre verso i più deboli, gli emarginati, i migranti!”, ha affermato il Papa, esortando tutti a riscoprire la fiducia nel prossimo e a riconoscersi figli dello stesso Dio, al di là di fedi, origini o costumi.

Gaza, Ucraina, Caucaso: l’appello del Papa alle “terre martoriate”

Tra i passaggi più intensi del messaggio, l’appello alla pace in Terra Santa, dove Francesco ha denunciato “la drammatica e ignobile situazione umanitaria” della popolazione di Gaza:

“Faccio appello alle parti belligeranti: cessate il fuoco, si liberino gli ostaggi, si presti aiuto alla gente che ha fame e che aspira a un futuro di pace”.

Non è mancato un pensiero all’Ucraina, ormai al terzo anno di guerra: “Cristo risorto effonda il dono pasquale della pace sulla martoriata Ucraina e incoraggi tutti gli attori coinvolti a proseguire gli sforzi per una pace giusta e duratura”.

Il Papa ha poi rivolto l’attenzione al Caucaso meridionale, auspicando un accordo definitivo tra Armenia e Azerbaigian, e ha citato anche i Balcani occidentali, chiedendo ai leader politici di evitare tensioni e agire per la stabilità e la riconciliazione.

“Nessuna pace possibile senza vero disarmo”

In un passaggio fortemente politico, Papa Francesco ha lanciato un monito contro la corsa agli armamenti, che definisce “un pericolo per la pace globale”:

“Nessuna pace è possibile senza un vero disarmo. L’esigenza legittima di ogni popolo di difendersi non può giustificare una corsa generale al riarmo”.

Parole che suonano come un chiaro richiamo alla responsabilità delle nazioni più potenti, in un contesto internazionale sempre più segnato da rivalità militari e minacce nucleari.

Vance in Vaticano: breve incontro pasquale con il Pontefice

Nel giorno di Pasqua, il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha incontrato privatamente Papa Francesco nella residenza di Casa Santa Marta. Un incontro breve e riservato, durante il quale, come riferito dalla Santa Sede, “ci si è scambiati gli auguri nel giorno della Pasqua”. Vance era da solo, senza la famiglia.

Il giorno precedente, il vicepresidente USA aveva avuto un colloquio ufficiale con il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin. Al centro dell’incontro i temi più urgenti dell’agenda internazionale: le guerre in corso, la crisi dei migranti, e il ruolo delle istituzioni religiose nella promozione della pace.

Una Pasqua che interroga il mondo

Con questo messaggio, Papa Francesco ha trasformato la Pasqua in un momento di riflessione globale, andando oltre il rito per toccare le ferite vive del nostro tempo. Un invito a riscoprire l’umanità nei gesti quotidiani, nelle relazioni con l’altro e nell’impegno collettivo per un mondo più giusto e pacifico.

Nel cuore della cristianità, la voce del Papa risuona come un grido contro l’indifferenza. E in un mondo sempre più diviso, il suo appello rimane chiaro: “Ogni vita è preziosa”.

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